Sciogli ancora i tuoi lungi capelli,
falli scivolare fluttuanti, come ieri,
sulla tua pelle imbrunita dal sole.
Corri gaia, vai, salta gli alti sentieri,
calpesta l’erba fresca, umida della notte.
Tuffati nelle distese di grano e papaveri,
raccogli fiori di lavanda e margherite,
e fanne una ghirlanda profumata,
a cornice del tuo ancor giovane seno.
Infilza ancora a fili d’ampelodesma,
le more mature dei roveti rigogliosi,
e fanne dolci, composizioni,
per il tuo cestino di vimini intrecciato.
Bevi, placa l’arsura, alla fonte nella grotta,
gioca pure felicemente scalza,
a caccia di viscidi girini, nell’acqua cristallina.
Ridi ancora sensibile e romantica,
e soffiando decisa, le lancette di un tarassaco,
di tra le mani, falli volare via,
innamorata, affida loro sogni e desideri,
vedrai, come leggenda vuole,
volando essi tutti s’avvereranno.
Oggi come ieri, sdraiati all’ombra gigante
del tuo amico e ormai anziano ulivo,
ancora, e sogna ad occhi aperti,
ammira l’infinito e azzurro cielo,
ed accompagnata dal canto
di mille cicale, scrivine poesia.

OGGI COME IERI.

Commenti