Il vulcano sta suonando il basso

stanotte e fumando un cubano profumato

le nuvole sospinte dal vento sono

già oltre Scilla, colei che dilania.

Venere e Giove sono allineati

da qualche parte dell’orizzonte, stellati

sono i fuochi sopra le case di Catania.

C’è lo scirocco che spira, il tempo andato

è lontano, ma l’amante è vicina al collasso.



C’è il letto che trema, sarà la ginnastica

dell’amore o il respiro affannoso della montagna

magari anche lei sta facendo sesso col cielo.

C’è da svuotare i calici di vino rosso e speziato

e dormire il sonno dei giusti, se c’è il fato

oggi ci è stato amico. Le luci soffuse sono un velo

il tempo è in penombra, la musica sembra una lagna

ma è ciò che ci vuole per dormire sull’amaca.



E’ un’altra la visione di mattina, c’è cenere

dappertutto, è polvere anche questo amore

passeggero. Scilla è oltre ogni sguardo, solo

un pensiero beffardo, un gioco delle tre carte.

Le porte del paradiso sono sbarrate, tutte le volte

che qualcuno prova a bussare c’è un tipo pignolo

che lo rimanda alla casella di partenza. Le giare

ora sono vuote, l’inverno arriverà sino al mare.







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Commenti  

Gigggi
+1 # Gigggi 25-08-2016 08:06
Perfetta sintonia con te in questa vulcanica poesia.
Club poetico.it/home/ poesia-in-prima-pagi na/43-natura/19529-s tromboli
Hera
+1 # Hera 25-08-2016 11:03
Versi , immensi più del solito...
Lungo il percorso della vita, capita inaspettatamente ,di trovarsi davanti alle porte del paradiso, ma spesso sono chiuse: è la triste realtà.!
Ma anche se, presto arriva l'inverno, sarà bello riscaldarlo con mille fuochi accesi!
E' talmente emozionante ciò che hai scritto , che ho perso tutte parole.stamattina.. complimenti........H ERA
Rocco Michele LETTINI
# Rocco Michele LETTINI 28-08-2016 13:44
UN POETAR CHE RISPECCHIA FEDELMENTE L'ANDAZZO QUOTIDIANO (PORTE CHIUSE... ORECCHIE CHE NON SENTONO... PIGNOLI SCORBUTICI E... L'INVERNO - LA FREDDEZZA - SI PROTRAE A LUNGO, PORTANDO ULTERIORI MALCONTENTI)).
METAFORICAMENTE STRAORDINARIA... IL VULCANO E... IL MARE.
IL MIO ELOGIO
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