Inutilmente

si vanno stringendo

nei pugni stretti garanzie.

 

Inutilmente si vive

ipotizzando un mondo

a misura personale,

immutabile,

che non sgarri dal percorso

solito e amaro,

di consuetudini pietrificate.

 

E si muore,

non correndo il rischio

del non conosciuto,

del non già fatto,

di ore diverse e strane

che non si susseguono

una all'altra uguali.

 

E si muore,

per un “io” immobile

al quale si vieta

mutarsi in “noi”,

quando il plurale

diventa obbligo

necessario e indifferibile.

 

E si muore,

quando il piangersi addosso

diventa accusa

per l'incomprensione di altri,

che dovrebbero

sostituirci nelle nostre

responsabilità e,

al nostro posto,

farsi soggetto e guida

per permetterci di guadare

acque che preferiamo

stagnanti, paludose,

perfino maleodoranti

purché sicure.

 

E si muore

quando la rinuncia

diventa filosofia di vita,

da esportare come insegnamento,

quasi imposizione,

per i nostri eredi

che niente hanno da imparare

salvo il come ed il quando

dello scarso uso

di un dono meraviglioso

e misterioso come la vita,

che si preferisce

pensare come solo tempo

da trascorrere in attesa.

 

Quando proprio l'attesa

è il luogo mentale

meno adatto e meno decente

nel quale vivere.

 

Eppure abbiamo menti

capaci di costruire

o evitare abissi

e di elevarsi

oltre ogni misura

e circostanza

 

menti e nobiltà di specie

che usiamo invece

solo per fare gli stessi errori

e agire ripetitivi comportamenti.

 

 

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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Commenti  

Debora Casafina
+2 # Debora Casafina 19-01-2012 13:49
intensissima e completa
laura ciceri-fusco
+2 # laura ciceri-fusco 20-01-2012 10:55
Realistica e intensa, che induce a una profonda riflessione, sulla vita!
maria grazia
# maria grazia 19-01-2012 14:20
mi commuove.. è meravigliosa
maria grazia
# maria grazia 19-01-2012 14:44
ricorda la poesia di Neruda.. e commuove anch ella.. la misi dopo una festa, e dopo tutti ballammo.. ogni persona metteva una musica o canzone che amava. i ragazzini e ragazzine le loro, poi anni 60 e 80.. e la nonna di tutti La Carmencita.. la sua preferita! il noi è questo. spaccare consuetudini e Vivere insieme!!! un ragazzo il giorno dopo mi ha detto: è stata la festa migliore a cui ho partecipato!! altro chè ultimo dell anno!!! ... in ogni cosa, l ultimo dell anno è quando il noi cancella i limiti..e quando capisci che non è importate il dove e il quando: ma il come! se ci sei.. se sei connessa con te stessa e con gli altri.. è il tutto! questo poeta è connesso con se stesso.. e a me piace per questo.se sei connesso con te stesso hai buonissime probabilità di esserlo con l altro e sopratutto con il NOI!
maria grazia
# maria grazia 19-01-2012 16:00
:roll:
maria grazia
# maria grazia 19-01-2012 16:37
:oops:
giovanna sanetti
+1 # giovanna sanetti 19-01-2012 19:29
Ciao Abner ,quanto è vera la tua ultima poesia ! mi ha riportato una memoria lontanissima"deh com'era bella o nonna e come è vera la novella ancor! scusa se è poco buon anno a tutto il gruppo
Abner Rossi
# Abner Rossi 21-01-2012 13:40
in effetti Carducci non è poco!
grazie
Abner
Jean Claude Riviere
+2 # Jean Claude Riviere 23-01-2012 23:15
menti che usiamo solo per fare gli stessi errori ed essere ripetitivi: Sono pienamente d'accordo!
jacqueline
+1 # jacqueline 24-01-2012 06:26
Bellissima

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