Cos’è l’amore?
Sono annoiato dalla discussione
che viene fatta su questo sentimento,
tirato in ballo come un argomento.
Chi usa gli occhi, chi il cuore,
chi usa il tempo, i fiori, mille cose,
i sogni, il dolore, la luna, il sole…
infinite metafore, spesso sdolcinate
che prendono a pretesto tutto il resto.
Insomma opinioni personali trasformate,
non si sa bene se vissute veramente,
di certo spesso non sperimentate,
verniciate, abbellite, rese innocue,
per spiegare con arte un sentimento,
che è uno stato profondo, un cambiamento,
un invasivo e profondo cambiamento,
tutto il contrario di una fantasia,
ben altra cosa che farfalle e rose.
L’amore è di per sé, non include altro,
anzi, se c’è, esclude tutto il resto.
Non ha niente a che vedere con le stelle,
non è un deserto, non è un mare immenso:
se è amore vero esclude paragoni.
E’ una temperatura che fa star bene,
un ritmo giusto,
una fortuna che spesso fa soffrire
un esplicarsi di molte sintonie,
magari inconsce, ma certo sintonie.
Sono perplesso da tutti quei poeti,
magari grandi, talvolta anche immensi,
che vagano, cercano e trovano l’amore
nelle foglie d’acero di un bosco,
nella schiuma di un’onda che s’infrange,
nel canto di un gallo che ti sveglia,
nel colore del cielo che s’infiamma.
Infatuazioni della fantasia,
proiezioni grandiose di un bisogno,
distanti dall’amore mille anni.
L’amore non è altro che se stesso
e non si trova…
se hai fortuna te lo trovi accanto
e allora…
cadi, cadi fino in fondo
e non c’è salvezza da quel sentimento.

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