È arrivato.
L'ultimo accesso.
E già si è fatta l'ora
di rielaborare il lutto,
di preparare con cura
il corredo: una sola
grande valigia
e il vecchio
zainetto
nero,
quello delle
fughe più dolci.
Ehhh, cosa devo fare?
se quella lunga inconsistente
e sottile linea di te è sempre qui,
avvinghiata con le sue spire
alla mia vita magra?
Non ce la faccio.
Cambierò
città,
vita,
lavoro,
cambierò
abito e scarpe.
Lo dicono le carte,
ma sono tutte bugie.
Loro non lo capiscono
che io non sorrido
da mesi,
e che
l'ultima volta
erano solo le 00:55
quando il maligno
si è palesato
in sogno
per
portare via
il tuo capello.
Io gridavo forte
e mi dimenavo
per cercare
il tuo piede
col mio,
però
non c'era
più nessuna
traccia di vita
fra le maglie
della tua
flanella
rosa.
Sì,
è
lì
che la notte dorme
quel solo frammento di te:
lo sorveglio io, attentamente,
dal vento e dal peso grave
del passare dei giorni.

Commenti
Charlie
Charlie