Sfogliati e dimmi delle tue faglie
foglie in caduta, lemmi assonanti
i canti stonati a cappella, la stella
che non c’è più inghiottita nello spazio
profondo. Pure il silenzio a ore
caduto dal cuore di pietra, c’è la faretra
nel mosaico sul muro vicino alla finestra
e la freccia è di latta, sento il dolore
e sto a guardare il museo egizio
delle tue vesti. I vuoti della corolla
e il sole che incontra le passanti
le scalda, prima che comincino le doglie.
foglie in caduta, lemmi assonanti
i canti stonati a cappella, la stella
che non c’è più inghiottita nello spazio
profondo. Pure il silenzio a ore
caduto dal cuore di pietra, c’è la faretra
nel mosaico sul muro vicino alla finestra
e la freccia è di latta, sento il dolore
e sto a guardare il museo egizio
delle tue vesti. I vuoti della corolla
e il sole che incontra le passanti
le scalda, prima che comincino le doglie.

Commenti
A presto
Carla
Un luogo è lo sfogliarsi in cui raccogliere le gocce di tutto ciò che cade da noi stessi, figli delle parole, battitori d'aste in purezza, l'articolo è sempre lo stesso, la poesia e il suo riflesso.
Ti sei superato, niente è più reale di questa scrittura, ma l'originalità d'immagini e linguaggio, ne fanno un mondo a parte, una firma, segni particolari di riconoscimento non vocali. ( diciamo vocali e consonanti :) )
Ciao mybackpages, alla prossima-
Quanta malinconica tristezza, ci sento... nelle metafore, nelle assonanze, consonanze, enjambement... di parole spezzate!
Dolore e senso d'impotenza. Molto bella.