Resta lo scempio delle parole, l’intelligenza

tradita e la vergogna d’avere ferito

chi ami senza motivo. Quanto è stato vicino

il dirupo, spinto dall’amnesia, la via

che ho visto non ha sbocchi, solo blocchi

di carta compressa di giornale, il reale

al tempo delle giostre ferme per mancanza

di elettricità. E se mi guardi per capire

cosa mi sia successo quel giorno all’imbrunire

del sole, e se le labbra sfuggono all’aderenza

della lingua per poi abbandonarsi al fatale

di un bacio senza tempo, allora vedo nei tuoi occhi

la trasparenza dell’acqua, ma so che la  mia

è acqua di spine. Avremmo potuto ascoltare il violino

della nostra canzone, ma senza lo spartito

delle note conosciute, la musica stessa è assenza.

 

 

 

 
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Commenti  

Hera
# Hera 25-07-2017 21:24
la musica , il suono del violino saranno presenti solo se noi lo vogliamo... senza aspettative vane................ saluti Hera
cordaccia
# cordaccia 25-07-2017 23:16
tradimento e castigo.
Bellissime immagini a dipingere il rimorso: le giostre ferme, l'acqua limpida e quest'acqua di spine di un pianto pungente.
Bellissima poesia, con quel tocco gitano (qui la traccia è il violino) che impreziosisce i tuoi testi.
Complimenti :)

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