Da bambino non pensavo
e sovente lo scambiavo
con le bambole carine
viste in mano alle bambine.
Da ragazzo saputello,
di nascosto, poco certo,
ne parlavo con l'esperto,
un amico mio più grande
dalle molte scorribande.
Più adulto, immaginai
una bionda tutta carne
con novanta di fattezze,
eccitante, da gustarne
notte e giorno le bellezze.
Poi mauturo, ragionai;
progettai la mia donna
non la statua di Canova,
ma un valore, una colonna
di talento e di saggezza
di presente e di futuro.
Mi scordai della bellezza
e scommisi sul sicuro.
Apprezzai la fermezza,
i progetti, il suo sapere,
e contai sulla carezza
che allevia le bufere.
Compresi che l'affetto
è migliore del perfetto,
delle forme e del piacere
che col tempo si disfanno
e non durano che un anno.

Commenti
musicalità, complimenti. Buona domenica!
Bel pensiero e bella poesia...
Il mio saluto Ugo.
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