Ristretto in un orizzonte conosciuto
ho fatto i passi che sapevo fare
fin quando la tua voce da lontano
disse dei boschi e delle rose in fiore.
Maledissi quell’ora
come se fosse un abito dismesso
che non mettevo più da chissà quando
di quella giacca con la martingala
quei “pied de poule” dei pantaloni corti.
Venni in ritardo come sempre faccio
e ancora non mi sono perdonato.
Nato nei paraggi di una guerra
che vissi solo per sentito dire
anche se il dire era insufficiente
per fare pace con il sottoscritto.
Seppi d’Inferno seppi di miseria
e poco, lo confesso, dell’amore
comunque non gli davo l’importanza
che ti dovevo, che volevo darti.
Santa arroganza! Io ti volevo
come non ho mai voluto qualcos’altro
e, come se avessi perso l’orizzonte,
dopo d’allora, non sono mai vissuto
veramente.
