| 03:00 A.M. | zero: esattamente quanto sentivo di poter essere realmente felice, prima di incontrarti.
| 03:01 A.M. | uno: il bacio che mi diedi, l’inizio, la differenza, l’attributo di un io che solo ora iniziava ad esistere.
| 03:02 A.M. | due: i corpi dentro quella stanza, emblema di perfezione e completezza, il necessario sollievo reciproco.
| 03:03 A.M. | tre: quel sogno “infantile” che custodivamo silenziosamente per il nostro futuro, così fragile, così bisognoso.
| 03:04 A.M. | quattro: le mandate di quella porta che ci escludeva dagli orrori del Mondo, prigionieri della nostra felicità.
| 03:05 A.M. | cinque: le dita di ogni mano, intrecciate le tue nelle mie, in una preghiera che sussurrava “Non lasciarmi”.
| 03:06 A.M. | sei: le ore del giorno che potevamo passar assieme: mai abbastanza, mai sufficienti. Come la mia sete di te.
| 03:07 A.M. | sette: l’ora della sveglia. Lieve, se aprendo gli occhi, vedevo il tuo respiro sereno fra le mie braccia.
| 03:08 A.M. | otto: l’ora del lavoro. Due vite apparentemente separate, unite dal magnetismo eccentrico dell’amore.
| 03:09 A.M. | nove: gli anni passati assieme… No! Non passati… Vissuti assieme! Vissuti per te, con te, grazie a te.
| 03:10 A.M. | dieci: i minuti che ho impiegato per ricordare che ti ho persa per sempre, per rifiutare questi pensieri, per
chiudere gli occhi e costringermi svogliatamente a dormire. Per continuare, domani, un qualcosa che
sarebbe già dovuto finire ieri. Che senza te non ha più senso.
____
Notte di Mercoledì, 2 Marzo 2011
| 03:01 A.M. | uno: il bacio che mi diedi, l’inizio, la differenza, l’attributo di un io che solo ora iniziava ad esistere.
| 03:02 A.M. | due: i corpi dentro quella stanza, emblema di perfezione e completezza, il necessario sollievo reciproco.
| 03:03 A.M. | tre: quel sogno “infantile” che custodivamo silenziosamente per il nostro futuro, così fragile, così bisognoso.
| 03:04 A.M. | quattro: le mandate di quella porta che ci escludeva dagli orrori del Mondo, prigionieri della nostra felicità.
| 03:05 A.M. | cinque: le dita di ogni mano, intrecciate le tue nelle mie, in una preghiera che sussurrava “Non lasciarmi”.
| 03:06 A.M. | sei: le ore del giorno che potevamo passar assieme: mai abbastanza, mai sufficienti. Come la mia sete di te.
| 03:07 A.M. | sette: l’ora della sveglia. Lieve, se aprendo gli occhi, vedevo il tuo respiro sereno fra le mie braccia.
| 03:08 A.M. | otto: l’ora del lavoro. Due vite apparentemente separate, unite dal magnetismo eccentrico dell’amore.
| 03:09 A.M. | nove: gli anni passati assieme… No! Non passati… Vissuti assieme! Vissuti per te, con te, grazie a te.
| 03:10 A.M. | dieci: i minuti che ho impiegato per ricordare che ti ho persa per sempre, per rifiutare questi pensieri, per
chiudere gli occhi e costringermi svogliatamente a dormire. Per continuare, domani, un qualcosa che
sarebbe già dovuto finire ieri. Che senza te non ha più senso.
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Notte di Mercoledì, 2 Marzo 2011

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