Guardami come si guarda il vento
danzerò per te in folte chiome
Ascoltami come si ascolta la pioggia
canterò per te note argentate
Gustami come si gusta l'alba
sarò il primo frutto della tua stagione
Accarezzami come si accarezza il tramonto
scalderò con il mio raggio obliquo la tua mano
Odorami come fai con la pagina preferita
sarò viale di tigli per i tuoi pensieri
10 commenti
L’impeto di ribellarmi!
Potessi mutarmi in te,
prendermi la tua sorte,
gioire del sole…del pane,
Non soffrire più!
Il ricordo di quella promessa
fatta sull’acqua della vita,
come lama tagliente
mi attraversa il cuore!
La mia vita è ormai danza
di giorni malinconici,
di versi freddi, senza passione.
Eppur…avevamo imprigionato
il sole in seno al nostro cuore.
Eppur... nessuna foglia allor cadeva,
benché, tutte morissero...
...non più, non più ora!
.
Potessi mutarmi in te,
prendermi la tua sorte,
gioire del sole…del pane,
Non soffrire più!
Il ricordo di quella promessa
fatta sull’acqua della vita,
come lama tagliente
mi attraversa il cuore!
La mia vita è ormai danza
di giorni malinconici,
di versi freddi, senza passione.
Eppur…avevamo imprigionato
il sole in seno al nostro cuore.
Eppur... nessuna foglia allor cadeva,
benché, tutte morissero...
...non più, non più ora!
.
Vorresti tanto confidarti
dicendole cento, mille volte
che l'ami.
Ma se poi lei
non ti dorme accanto
fai confusione mentale,
non riesci più a parlare
mettendo il cuore in pausa.
Ti si gela il sangue
se pensi al lungo inverno
che solo freddo sa portare
e ti fa sbattere i denti.
Non puoi dimenticare
quel dolce sguardo
quando la luna
vi stava vicina
che pareva si potesse toccare.
Vorresti tanto rivederla
come quel giorno
che ti si avvicinò pian piano
dicendoti amore,
ritorneremo qui!
Fra cent'anni.
Come difendersi dal poco che fa male?
Che importa se ad annodare i giorni è l’ordito
l’impasto ben lavorato di lubriche bugie al vago.
Che emani il giudizio la ferita scritta
e non contenta, inveisca sul pianto
muto confronto scritto, incontro d’assolo all’inganno.
Il tempo farà il resto e quando avrà finito
non ricorderà più quel che è accaduto!
Quando l’oblio ingoierà le risa del destino
scivolando con le spalle al muro
costringerà la rabbia al declino
a scolo di cemento indefesso, assecondato
contegno silenzioso in un rimpianto terso
incontro vissuto nell’illusione d’un inno,
testimone nostro di quel che è stato incanto.
L’amore non è forse un miracolo indifeso
dove il dolore stinge l’ultimo verso
nell’assoluzione di chi si è amato e poi arso?
Che importa se ad annodare i giorni è l’ordito
l’impasto ben lavorato di lubriche bugie al vago.
Che emani il giudizio la ferita scritta
e non contenta, inveisca sul pianto
muto confronto scritto, incontro d’assolo all’inganno.
Il tempo farà il resto e quando avrà finito
non ricorderà più quel che è accaduto!
Quando l’oblio ingoierà le risa del destino
scivolando con le spalle al muro
costringerà la rabbia al declino
a scolo di cemento indefesso, assecondato
contegno silenzioso in un rimpianto terso
incontro vissuto nell’illusione d’un inno,
testimone nostro di quel che è stato incanto.
L’amore non è forse un miracolo indifeso
dove il dolore stinge l’ultimo verso
nell’assoluzione di chi si è amato e poi arso?
Rimani, con me...
...fammi star con te, ancora un po’.
Dammi ancor per un istante
la felice tregua!
Un piccolo intervallo
d’incanto e prodi melodie.
Fà sì, che s’interrompa
il ferreo cerchio,
dissipa la mia malinconia!
Fammi sentire il ritmo delle arterie,
il fluttuar delle tue vene nelle mie.
Rimani…
Ho necessità di crear l’opera perfetta,
il mio fine è quello di dar parola alla poesia.
Nessuna sensualità è più ardente della tua:
son qui, in preda all'incanto...
... tremante e vinta!
Adoro la tua anima ellenica,
che esalta ed esaudisce
il mio eccelso sogno
di vittoria e di bellezza.
Rimani.......ancora....un pò!
...fammi star con te, ancora un po’.
Dammi ancor per un istante
la felice tregua!
Un piccolo intervallo
d’incanto e prodi melodie.
Fà sì, che s’interrompa
il ferreo cerchio,
dissipa la mia malinconia!
Fammi sentire il ritmo delle arterie,
il fluttuar delle tue vene nelle mie.
Rimani…
Ho necessità di crear l’opera perfetta,
il mio fine è quello di dar parola alla poesia.
Nessuna sensualità è più ardente della tua:
son qui, in preda all'incanto...
... tremante e vinta!
Adoro la tua anima ellenica,
che esalta ed esaudisce
il mio eccelso sogno
di vittoria e di bellezza.
Rimani.......ancora....un pò!
Che farai di me?
Che faremo di noi?
Or che abbiamo combattuto fianco a fianco,
respiro con respiro;
or che siam congiunti
come in una mischia,
che nella saliva
abbiam sentito il sapor del nostro sangue.
Che faremo di noi?
Se d’improvviso all’impatto abbiam ceduto
e un desiderio folle ora ci invade
fino a voler scambiarsi l’anima.
Scossi , fino alle radici,
i baci ora, diventano crudeli
-Tu mi scuoti,
e strano impeto mi prende!
-Dimmi che cos’è?
-Tu mi vinci, tu mi schianti, mi annienti,
mi accechi, e son so più nulla,
non so , non so che sia.
.Io lo so… lo so!
Non tormentarti più,
dimmi ancora il nome tuo,
dimmi ancor cosa ti prende...
...questo è amore, e qui ti amo!
Che faremo di noi?
Or che abbiamo combattuto fianco a fianco,
respiro con respiro;
or che siam congiunti
come in una mischia,
che nella saliva
abbiam sentito il sapor del nostro sangue.
Che faremo di noi?
Se d’improvviso all’impatto abbiam ceduto
e un desiderio folle ora ci invade
fino a voler scambiarsi l’anima.
Scossi , fino alle radici,
i baci ora, diventano crudeli
-Tu mi scuoti,
e strano impeto mi prende!
-Dimmi che cos’è?
-Tu mi vinci, tu mi schianti, mi annienti,
mi accechi, e son so più nulla,
non so , non so che sia.
.Io lo so… lo so!
Non tormentarti più,
dimmi ancora il nome tuo,
dimmi ancor cosa ti prende...
...questo è amore, e qui ti amo!
Lunga è la notte
nella grande casa
che sola mi stringe
fra le sue braccia
Dov'è finito il tempo
dei tuoi passi fra queste mura,
delle cene in giardino
a raccontarci di noi
E' così immenso il vuoto
non bastano i ricordi a colmarlo,
un pozzo senza fine
nel vecchio secchio solo lacrime
Non fioriscono più le rose
solo spine sui piccoli steli,
la mente rifiuta il sonno,
son ore perdute nel tempo,
ore perdute senza pensare a te
Dove sei anima mia,
non è vita questa vita
se non ci sei
è come il mare senza le onde
come il firmamento senza stelle …
è una barca che alla deriva va,
nessun porto in cui gettare l'ancora
Non scrivo versi che fan poesia,
ma epitaffio nel tuo nome,
quel nome ripetuto mille volte
a cui non vi è più risposta,
solo silenzio che profuma di morte
E' primavera ormai
la natura rinasce, il ciclo ricomincia,
pur io rinasco straniera nella mia terra,
insicura nella mia unica certezza
il mio amore per te
unico, primo, grande ed eterno amore ...
nella grande casa
che sola mi stringe
fra le sue braccia
Dov'è finito il tempo
dei tuoi passi fra queste mura,
delle cene in giardino
a raccontarci di noi
E' così immenso il vuoto
non bastano i ricordi a colmarlo,
un pozzo senza fine
nel vecchio secchio solo lacrime
Non fioriscono più le rose
solo spine sui piccoli steli,
la mente rifiuta il sonno,
son ore perdute nel tempo,
ore perdute senza pensare a te
Dove sei anima mia,
non è vita questa vita
se non ci sei
è come il mare senza le onde
come il firmamento senza stelle …
è una barca che alla deriva va,
nessun porto in cui gettare l'ancora
Non scrivo versi che fan poesia,
ma epitaffio nel tuo nome,
quel nome ripetuto mille volte
a cui non vi è più risposta,
solo silenzio che profuma di morte
E' primavera ormai
la natura rinasce, il ciclo ricomincia,
pur io rinasco straniera nella mia terra,
insicura nella mia unica certezza
il mio amore per te
unico, primo, grande ed eterno amore ...
Come è bello il cielo dentro me
mentre tu non tieni il passo e
non mi chiedi che c'è.
Mi perderai
ti perderò
in un fluido di un nuovo amore
o in un abisso di un tremendo no
ma non ci rinuncio
a costo di perder tutto
ma non ci rinuncio
al sapore di un frutto
che mi inebria di essenza
ma non ci rinuncio
a quei riccioli e quella presenza
profonda ed intensa di uno sguardo
l'afferrerò o sarò solo al traguardo
ma non ci rinuncio
ad inseguire un' emozione
a sentire che il cuore
mi frega e mi lascia stregato
sul filo teso ed innamorato
non ci rinunicio
anche se il mio domani non sarà con te
avrò forse perso tutto ma avrò ritrovato me
mentre tu non tieni il passo e
non mi chiedi che c'è.
Mi perderai
ti perderò
in un fluido di un nuovo amore
o in un abisso di un tremendo no
ma non ci rinuncio
a costo di perder tutto
ma non ci rinuncio
al sapore di un frutto
che mi inebria di essenza
ma non ci rinuncio
a quei riccioli e quella presenza
profonda ed intensa di uno sguardo
l'afferrerò o sarò solo al traguardo
ma non ci rinuncio
ad inseguire un' emozione
a sentire che il cuore
mi frega e mi lascia stregato
sul filo teso ed innamorato
non ci rinunicio
anche se il mio domani non sarà con te
avrò forse perso tutto ma avrò ritrovato me
Stringo tra i pugni
i giorni trascorsi e lontani
ma ciò che ora rimane
sono solo pensieri
che mietono lacrime di vita.
Allora spengo la luce
e tra le mie labbra le parole
si fan scure e severe
in attesa dell'ultima sera.
Arriverà, spero dolcemente
ma nel frattempo
raccolgo i tuoi sguardi
che sistemo con ordine nel cuore
per poterli sfogliare in futuro
e ogni volta che il sole
sveglierà le mie stanche membra.
La luna..., Amore
è ancora molto lontana
afferra e stringi le mie mani
accarezza questo sogno
non ascoltare il canto passato
ma raccogli ora i miei ti amo
e ogni mio respiro
finché ne avrò.
i giorni trascorsi e lontani
ma ciò che ora rimane
sono solo pensieri
che mietono lacrime di vita.
Allora spengo la luce
e tra le mie labbra le parole
si fan scure e severe
in attesa dell'ultima sera.
Arriverà, spero dolcemente
ma nel frattempo
raccolgo i tuoi sguardi
che sistemo con ordine nel cuore
per poterli sfogliare in futuro
e ogni volta che il sole
sveglierà le mie stanche membra.
La luna..., Amore
è ancora molto lontana
afferra e stringi le mie mani
accarezza questo sogno
non ascoltare il canto passato
ma raccogli ora i miei ti amo
e ogni mio respiro
finché ne avrò.
C’ho tutto nella vita e che me manca ?
‘A mente, er corpo e l’anima…’n po’ stanca.
Ne ho fatto di tutti li colori,
mi illuminai sotto i riflettori.
So uno che ‘a lingua ‘a sa usà,
tanto che, a vorte, me devo moderà.
Fredda, tagliente, ironica e in complesso,
de certo nun poi dì che sono un fesso !
Ma…ce stà puro un ma, eccome ! !
Davanti a te, sto muto, un salame.
Te guardo in quegli occhi conturbanti,
cinti di stelle e note suadenti,
quella boccuccia che tanti baci scocca
e subito me viè er sorcio ‘mbocca.
Vojo tu sappia quanto te adoro,
che senza te io me ne moro,
ma tutto quello che me viè fora,
er sibilo de serpe quasi sfiora.
Allora taccio, te guardo e te sorrido,
all’occhi mia er messaggio affido,
che, attraverso gli occhi tuoi,
scenda ner core a ditte cosa, per me, sei.
E mò che l’ho scoperta, sta trovata
me serve a fatte pure ‘a serenata,
io che nun so cantare e so stonato
come ‘n tenore sono diventato.
Che sono in fonno tutte ste parole,
usate male son come tagliole,
è mejo mostrà coi fatti quel che è,
e nun dìtte te amo e amor nun c’è.
‘A mente, er corpo e l’anima…’n po’ stanca.
Ne ho fatto di tutti li colori,
mi illuminai sotto i riflettori.
So uno che ‘a lingua ‘a sa usà,
tanto che, a vorte, me devo moderà.
Fredda, tagliente, ironica e in complesso,
de certo nun poi dì che sono un fesso !
Ma…ce stà puro un ma, eccome ! !
Davanti a te, sto muto, un salame.
Te guardo in quegli occhi conturbanti,
cinti di stelle e note suadenti,
quella boccuccia che tanti baci scocca
e subito me viè er sorcio ‘mbocca.
Vojo tu sappia quanto te adoro,
che senza te io me ne moro,
ma tutto quello che me viè fora,
er sibilo de serpe quasi sfiora.
Allora taccio, te guardo e te sorrido,
all’occhi mia er messaggio affido,
che, attraverso gli occhi tuoi,
scenda ner core a ditte cosa, per me, sei.
E mò che l’ho scoperta, sta trovata
me serve a fatte pure ‘a serenata,
io che nun so cantare e so stonato
come ‘n tenore sono diventato.
Che sono in fonno tutte ste parole,
usate male son come tagliole,
è mejo mostrà coi fatti quel che è,
e nun dìtte te amo e amor nun c’è.
Da una fotografia
di cui icona ho fatto
gli occhi tuoi amore mi donano,
non è atto blasfemo
è amore dato, reso e versato
attraverso sorrisi e lacrime,
carezze e baci,
di cui ancora sento l'impronta
Mai avrei creduto che il cuore
di così tanto sentimento
potesse saziarsi ….
lo sento pulsare nel petto
quasi erompere,
eppur sta li, di te mi racconta
Lascio scorrere tra le dita
la sabbia della spiaggia
profumo di mare, profumo di te,
quel mare che ci avvolgeva
accogliendo le nostre risate
Guardo la luna, signora del cielo,
le stelle sue damigelle,
che ci hanno visto amanti,
brillano come tu brillavi per me
... eri il mio cielo
Accarezzo i petali del pesco,
tu eri il fiore, rosa rendevi la vita
diventando frutto per nutrirmi
con la tua dolcezza
Tutte le emozioni, le sensazioni
create per me oh dolce amor perduto,
son nel mio cuore
custodite in eterno
affinchè mai tu muoia veramente ...
È surreale la schiumosa onda
sbatte violenta le sue ali profonde ,
s’inonda , s’infrange ...
la luce la carezza !
La coccola coll’azzurro del cielo .
Si spande su sabbia cocente
sinuosa coltiva il fiore del suo amore ,
refrigerio emana
solo un sussurro di voce
gli veste un rosso leggero .
Sul campo del mare
c’è una sirena fanciulla
col viso ovale e labbra scarlatte ,
ha gli occhi azzurrini
e il sorriso dei buoni ;
ha l’amore a portata di mano .
Lei soffre ancora ,
non si rassegna !
Ogni mattina apre la finestra del cuore ,
lei non sa , lo ignora
che il suo cuore gli tende l’oblio .
Sul campo del mare c’è una rosa spinosa !
È impettita , scontrosa
vuole arrossire per la febbrile attesa ,
vuole il suo amore ,che ha perso per strada .
Di lei si narra :
Che ha dato colore al pallido giglio ,
Che ha ispirato il grande poeta
Egli gli è distante ,
Gli è vicino col petto ,
Coll’anima di un bambino , la venera
Un bacio gli porge .
E ja, mettete chella cammesella,
rossa, attillata che ti ammudella
‘o corpo, senza presunzione
de vulè carpire l’attenzione.
Si russa pure tu, si ‘na cerasa
d’ogni bellezza tu si comme pervasa
e quanne passi pe la via
me sento de murì da gelusia !
Se poi te metti a cammesella rossa,
cummenciano a scricchiolare l’ossa,
me manca l’aria, sto pe soffocare
e in braccia a te io vorrei cadere !
Pe nu mumente vulisse anch’ie
sddurmetamme su quel ben di Dio.
Poggiar la testa su due mozzarelle
morbide e dolci comme sfugliatelle,
surtante ‘o colorito è un poco strano
è russe e nun’è bianco-Biancamano !
Ma a corpa è de chella cammesella
che poggia ‘ngopp’a te, mia amata stella.
TRADUZIONE
La camicetta
E dai, mettiti quella camicetta
Rossa, attillata che ti modella
Il corpo, senza presunzione
di voler carpire l’attenzione.
Sei rossa pure tu, sei una ciliegia
d’ogni bellezza tu sei pervasa,
e quando passi per la via,
mi sento morir di gelosia.
Se poi ti metti la camicetta rossa,
cominciano a scricchiolar pure le ossa.
Mi manca l’aria, sto per soffocare
E i braccio a te io vorrei cadere!
Per un momento vorrei anch’io,
addormentarmi su quel ben di Dio.
Poggiar la testa su due mozzarelle
Morbide e dolci come sfogliatelle,
soltanto il colorito è un poco strano,
è rosso e non è bianco-Biancamano.
Ma la colpa è di quella camicetta
che poggia su di te, mia amata stella.
rossa, attillata che ti ammudella
‘o corpo, senza presunzione
de vulè carpire l’attenzione.
Si russa pure tu, si ‘na cerasa
d’ogni bellezza tu si comme pervasa
e quanne passi pe la via
me sento de murì da gelusia !
Se poi te metti a cammesella rossa,
cummenciano a scricchiolare l’ossa,
me manca l’aria, sto pe soffocare
e in braccia a te io vorrei cadere !
Pe nu mumente vulisse anch’ie
sddurmetamme su quel ben di Dio.
Poggiar la testa su due mozzarelle
morbide e dolci comme sfugliatelle,
surtante ‘o colorito è un poco strano
è russe e nun’è bianco-Biancamano !
Ma a corpa è de chella cammesella
che poggia ‘ngopp’a te, mia amata stella.
TRADUZIONE
La camicetta
E dai, mettiti quella camicetta
Rossa, attillata che ti modella
Il corpo, senza presunzione
di voler carpire l’attenzione.
Sei rossa pure tu, sei una ciliegia
d’ogni bellezza tu sei pervasa,
e quando passi per la via,
mi sento morir di gelosia.
Se poi ti metti la camicetta rossa,
cominciano a scricchiolar pure le ossa.
Mi manca l’aria, sto per soffocare
E i braccio a te io vorrei cadere!
Per un momento vorrei anch’io,
addormentarmi su quel ben di Dio.
Poggiar la testa su due mozzarelle
Morbide e dolci come sfogliatelle,
soltanto il colorito è un poco strano,
è rosso e non è bianco-Biancamano.
Ma la colpa è di quella camicetta
che poggia su di te, mia amata stella.
il cuore
posso udire il suo rapido, incessante battito.
Vibro di un'intensità nuova
mentre l'aria intorno mi accarezza dolcemente,
amorevole e fresca accompagna la sera di due amanti,
siamo noi Amore ?
Compiacente e discreta posa le sue ali sui nostri corpi frementi,
giungendo ai cuori suadente e impalpabile,
petalo di rosa.
Mani nervose si appigliano ai lembi di una veste,
vorrebbero stringere, toccare, disegnare fantasie ardite su membra setose,
i polpastrelli gocce di rugiada che lentamente si trascinano sulla tua pelle,
il palmo della mia mano inonda e devasta il tuo corpo,
cancella ogni pudore,
emozioni vivide ne accompagnano il passaggio e ragggiungono vette d'infinito,
raggi di luna solcano i nostri volti tratteggiandone i lineamenti,
son luci e ombre che disegnano i sentieri dell'animo,
or fulgenti ora bui svelano sentimenti contrastanti,
siamo così vicini da poterci sfiorare e ppure così lontani nel nostro apparire,
le circostanze ci impongono confini,
Amore,
che nè la luna nè l'aria
pur così vicine,
possono colmare!
Giungano a confortarci la notte e il sonno,
e con esse un caro oblio,
perennamente eternamente immemori,
perduti,
oltre ogni limite
di spazio
e di tempo.
posso udire il suo rapido, incessante battito.
Vibro di un'intensità nuova
mentre l'aria intorno mi accarezza dolcemente,
amorevole e fresca accompagna la sera di due amanti,
siamo noi Amore ?
Compiacente e discreta posa le sue ali sui nostri corpi frementi,
giungendo ai cuori suadente e impalpabile,
petalo di rosa.
Mani nervose si appigliano ai lembi di una veste,
vorrebbero stringere, toccare, disegnare fantasie ardite su membra setose,
i polpastrelli gocce di rugiada che lentamente si trascinano sulla tua pelle,
il palmo della mia mano inonda e devasta il tuo corpo,
cancella ogni pudore,
emozioni vivide ne accompagnano il passaggio e ragggiungono vette d'infinito,
raggi di luna solcano i nostri volti tratteggiandone i lineamenti,
son luci e ombre che disegnano i sentieri dell'animo,
or fulgenti ora bui svelano sentimenti contrastanti,
siamo così vicini da poterci sfiorare e ppure così lontani nel nostro apparire,
le circostanze ci impongono confini,
Amore,
che nè la luna nè l'aria
pur così vicine,
possono colmare!
Giungano a confortarci la notte e il sonno,
e con esse un caro oblio,
perennamente eternamente immemori,
perduti,
oltre ogni limite
di spazio
e di tempo.










