come se dovessi bere
come gocce in un bicchiere
Ascolto le tue parole
come per lavarmi
come per svegliarmi
con gocce fredde sulla pelle
Prendo le tue parole
per pulire le mie parole
e travasarle
come gocce nel mio cuore
Vedo le tue parole
catene pendenti
come gocce eloquenti
scendere dagli occhi
Cerco le tue parole
come se non ci fosse il tempo
come gocce per guarire
come unguento
ballando
le tue mani rimestarono
nel mio segreto essere
toccando la carne in fondo
scaldando la passione
relitto dormiente.
Noi, alberi di rami sciolti e pallide foglie.
Sinuosamente ascoltando
l'oblio soffuso e zuccherino
della musica
dei nostri battiti
ci fondevamo.
Fitti sussurri e voci
intorpidivano le mie parole
già tremanti
mentre preda del momento
ti toccavo incandescente.
Sciolti fra la gente
ci sentivamo unici e forti.
Persi senza paura.
Cercavo le tue labbra
per donarti il mio gelo
saziandomi di te
nell'intimo delirio.
Trovai il senso
il calore
di penetranti movimenti.
Svegliandosi
il gelo si sciolse
io con lui.
Tu mi rapisti
senza condizioni
regole
scadenze.
Oggi ballando
contemplo e riassumo i nostri anni.
Li restituisco a te
perché tu possa farci ricominciare.
scivola su candide rocce convesse
che si stagliano aspre all'orizzonte del mai.
L'appartenza lieve si modula
e si dissolve
- io non appartengo a nessuno -
tra conflitti e baci.
Spezzano lance i ricordi
- rammenti tu? -
ed il dolce amore ritorna
- ritorna? -
percorrendo
- cercando di -
a ritroso le lancette del tempo
che ostinatamente s'attardano
nel loro corso all'indietro.
I colori firmano l'aria
con il dolce soffiar del vento
e intensi sorrisi
si aprono agli occhi
nel buon odore del giorno
e nel mio stare instabile
il tempo cadenza l'ora
colpendo le corde del cuore
tracciando ogni ruga sul viso
acquerellando l'allegria
fuori
è una splendida giornata
per riposare e vivere
nella calma soglia del tuo amore
che lusinga ancor oggi i pensieri
Tu non sei il tuo vestito.
Tu sei quella nuda.
Finita. Usata. Spensierata.
Tu non sei un fatidico "Ci siamo".
Sei molto peggio.
Sei la Sfinge. Eterna. Consumata.
Calda sullo spuntino freddo nel frigo.
Nel frigo la notte, quando torni.
Quando torni baciata e non baciante.
Le pinne per quelli senza gambe,
le ali per quelli senza braccia,
il Dio cane per quelli senza Dio.
Ecco, rimetti in vita gli storpi.
Ma uno voleva semplicemente delle gambe,
uno voleva solamente delle braccia,
uno voleva semplicemente marcire da solo.
Se è un miraggio dimmi il solvente,
se c'è un miraggio
dimmi in un litro di deserto
quanto ce ne sta.
interrotto solo dal pianto
lacero d’innocenza bambina
sventrata dallo sparo al cuore
tra rovine di solitudine e dolore.
Ferita in lame d’anima
discusso d’attesa col tempo
l’amore strappò stanche promesse
con al centro felicità adagiate
pregne del profumo di gelsomino
premuto contro le pareti del mare.
Le stelle a letto di cielo tremarono eternità.
E’ così che si ama quando si muore.
le onde che s'inseguono
che luccicano
nelle acque,
è com'è bella
la luna nei tuoi occhi,
il sale sulle tue labbra,
il vento sul tuo viso.
come sei bello tu!
Neanche l'intero pianeta
gode di simile beltà.
Solo ai miei occhi ti mostri...
E io t'amo, t'amo
e grande è
l'amore mio
per te.
s'esibì a quest'ermo guardo,
vestendo istesso e 'l cor d'eliso
per grazia d'alte e magre gote.
E quel non frena 'l suo rintocco
anco urtar mani velate,
bolle, parte, scorre il lampo sangue
non su, disarmato da beltate.
Non osa l'occhio l'abbandono
dei gentili e puri lumi,
di vita a spirto fanno dono
que' tamburi giù nel ventre.
Tenue fianco, lieve e bianco,
infernale e più che santo,
gracil pare, è sol stimato,
granosa chioma non d'un canto.
Potrei, vorrei verso l'ignoto
ma calca la mente è di pensieri
e inquieta al dubbiar del suo saver
dei miei tormenti e desideri.

all'improvviso
capissi
che tutto è uguale
al giorno prima,
che nulla
è cambiato
e che ancora ho sete
di quell'amore,
ho fame di quei baci,
e che quell'abitudine
è un abitudine...
ma è il più bel posto
dell'infinito
che ho dentro
al mio cuore.








