Tu non sei il tuo vestito.

Tu sei quella nuda.

Finita. Usata. Spensierata.

 

Tu non sei un fatidico "Ci siamo".

Sei molto peggio.

Sei la Sfinge. Eterna. Consumata.

 

Calda sullo spuntino freddo nel frigo.

Nel frigo la notte, quando torni.

Quando torni baciata e non baciante.

 

Le pinne per quelli senza gambe,

le ali per quelli senza braccia,

il Dio cane per quelli senza Dio.

 

Ecco, rimetti in vita gli storpi.

Ma uno voleva semplicemente delle gambe,

uno voleva solamente delle braccia,

uno voleva semplicemente marcire da solo.

 

Se è un miraggio dimmi il solvente,

se c'è un miraggio

dimmi in un litro di deserto

quanto ce ne sta.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

pierrot
+3 # pierrot 09-05-2014 06:14
Si possono dire le stesse cose in modo nuovo. E il nuovo non essere meraviglia eclatante ma personale sobrietà.
Molto bella. Grazie
Ambra PILTI
+2 # Ambra PILTI 10-05-2014 08:25
Versi importanti, duri...implorano e chiedono. Graditissima, complimenti!

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