Se ho l’inferno che mi brucia i talloni,
correrò più forte...
Possiedo già occhi d’acciaio
per condividere i giochi dell’uomo
e per guardare gli stessi sfondi,
soliti colori mescolati
da un pennello invisibile,
ogni volta tanto bene
da sorprenderti un poco,
donando luce al fiume
e un vestito al vento,
che disegna le nostre solite catene
oramai talmente amiche
da condividerci ogni passo
o svolazzo affannato,
di cui ricordiamo l’enorme peso
se per un istante saltiamo più in alto.
Ma io ti conosco,
sadico incantatore delle mie scelte ridicole,
quante teste rotolate
da un piatto d’argento troppo piccolo,
tanto inutili da poter soltanto vedere un’altra alba
schiantarsi col suo opposto mondo,
tetro sfondo per puntini luminosi.
Lo vedi...
Se mi tieni a lungo impegnato
so godere anche io di questi istanti
o posso correre abbastanza forte,
tanto da seminarli...
Lo vedi...
Siamo superstiti con stupende cicatrici,
vecchi amanti di polvere e arene,
una busta della spesa può essere un dono per il quale morire.
Il tuo schiaffo ci ha educato bene
a tirare pugni verso mura che mai crollano,
mai crollò la nostra mano.
Lo sento, il tuo fiato caldo nelle orecchie,
cerca mostri nell’ombra di un albero distorto,
ci fa spezzare i rami ad ogni voce della notte.
La tua voce cruda, il tuo bisbigliare senza scopi,
inni di guerre quotidiane che pulsano nel cervello,
ci ha reso custodi di ferite sempre aperte e mai curate,
stimatori di piaghe invisibili agli occhi.
Il nostro corpo è scudo per tempeste
facili da schivare,
passi leggeri portati via dalla marea.
Ma io ti conosco attento custode delle mie scelte sbagliate,
quando ci hai fatto cadere e rialzare,
e credere e cedere e precipitare,
combattere,
e abbracciare e sacrificarci e mai mollare
COMBATTERE
Non farmi cogliere il fiore più semplice,
il primo ai bordi dell’asfalto,
scalerei le cime più impervie
per coglierne i più rari.
Ma non farmi rallentare proprio adesso
Non farmi inginocchiare e toccare i suoi petali
Non farmi vedere un sorriso dietro al vetro
Non mentre dolcemente lo strappo dalla terra
Perché se succede questo,
Io
Non potrò...
Mai più...
VINCERE

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