Perché ti giuro...
Dai tempi in cui uno sguardo era per sempre,
dove le parole non contano,
sfumate tra i fuochi fatui e un abbraccio
ai mulini a vento,
non serve a niente continuare.
Te la senti addosso?
Ci ha gentilmente costretto a recitare
ogni notte la sua preghiera.
Parlo della vita che scorre...
Non potremo mai esitare
finché non avremo scelta.
Ti parlo piano e vicino
perché tu possa capire tutto il senso
di questo pianto sussurrato,
che non ti lascerà vedere anche una lacrima
per non ammettere ciò che già sappiamo,
che non permetterà di ricordarti,
che mai saremo quello che non siamo.
Ma per te è molto più semplice non capire,
molto più semplice fallire e perdonarti
d’essere forma imperfetta del mondo.
Scappa ora che sei ancora pura,
voltami le spalle adesso che puoi ancora
credere al sorriso dell’uomo,
ora che scorre l’imprevedibilità di un futuro
negli occhi.
Fuggi ora che puoi ancora farlo e
Dio, una volta ancora ripeto
non seguirmi...
Perché ti giuro...
Io vorrei strapparmi il cuore dal petto
e sostituirlo al tuo cuore,
e per quell’istante tu mi ameresti, e torneresti indietro
per abbracciarmi e non lasciarmi
mai mai mai mai
e capiresti il mio vizio di combattere per questo “mai”,
di non fermarmi agli stop del tempo e dei costumi.
Guardandomi negli occhi,
ameresti la vita come non avresti mai fatto,
arrivando a comprendere tutto l’amore per
la sola creatura, a te vicina, in grado di capirti.
Torneresti indietro senza esitazione,
vedresti cambiare i nostri occhi
e sentiresti un pianto antico che s’arrende
ai miliardi di parole che non bastano,
come non bastano universi a separarci
da un bacio e una promessa sussurrata
ai tempi in cui uno sguardo era per sempre.

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