Fa niente se la notte è stata lunga,
se l’afa ha seccato la linfa vitale
di quei sogni ch’avrei voluto fare.
Nessun bosco teatro di magie,
assenti le mie fate canta fiabe
o lampi di mare a strozzare il buio.
Non una madre da saldare al petto,
né fratelli da poter rivedere
o il viso mai smarrito dell’amore.
Poi, finalmente il nero s’è stancato
di dominare me e i miei capricci.
Lei, infatti, puntuale è arrivata…
Mi tuffo nell'alba che mi è fedele.
Di là, oltre l’antenna, è gioco di luci.
Mi immergo nel fondale dei sorrisi
per andare risoluto a stanare
quella serenità che si rinnova
agli occhi spalancati sulla vita.

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