Fortuna che ti vedo, bella mia,
che ti dimeni in lungo e in largo
quando vorresti scavalcare il tempo,
reclusa e viva in quel labirinto
dove la luce è figlia della notte.
Meno male che però ti sento
nascosta nei battiti del cuore.
Tra i rumori della strada ascolto
un fracassato pianoforte a coda
che non s’arrende e suona ancora…
E nutro la speranza d’annusarti
lungo i sentieri senza più roseti
dove l’aria è uggiosa, immobile,
nell'attesa di quel vento amico
che spazzi ogni silenzio e mi spettini.
Non importa se, come grande diva,
mi fai prima sognare e poi sospirare.
Ora so bene che non sei infallibile
- com'è la morte sorellastra tua -
ma tu duri di più, vita monella!

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lì ci trovo la vita mia... ciao Aurelio