La mia città è deserta
Passano i fantasmi
da ogni porta aperta

E sopra a correre
ci vanno solo i nostri pensieri
Coi ricordi ad interrompere
il vuoto in un lago di bicchieri

Con le campane a suonare per nessuno
Sul vento di un piazzale
e l'agonia dell'ennesimo digiuno

La mia città si è persa
in minacciosi ululati di sirene
ad attrarre marinai d'asfalto d'ogni luna tersa
senza poter contare chi va e chi viene

Siamo dissolti fra le cappe
con il fumo sorpreso dal primo caldo
Chiamati da quelle vecchie scarpe
ed un cane che scodinzola spavaldo

Ed è ancora domenica
ma da tanto ormai non lo è più
Ma per chi dimentica
ogni stagione è un parlare formale
mentre alla Primavera si dà sempre del Tu
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

marco cinque
+1 # marco cinque 30-03-2020 12:22
Sì, alla primavera, ma anche alla poesia si dà del Tu. Piaciuta, grazie

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