Tu, mia terra, tu pianura amata, dove io sono nato come tanti. ...
Tu che nasci dai fianchi dei monti e ti fai accompagnare dai fiumi,
per finire a farti cullare dalle dolci carezze delle onde del mare.
Ascoltando i racconti dei vecchi, sembri molto cambiata,
li ascolto mentre parlano di te, seduti davanti alla soglia di casa.
Raccontano di te, stupenda giovane, bella,
verde e abbellita dai colori dei mille fiori,
tu, baciata dalla luna che si specchiava in gracidanti stagni,
limpidi e tersi, come fossero stati i tuoi occhi azzurri,
dove splendevano le stelle che, come diamanti brillavano e si incastonavano nel tuo paesaggio primaverile.
Stupenda e bionda, diventavi d’estate,
davi nutrimento a tutti i tuoi figli.
Curvavi il contadino sul tuo suolo, per raccogliere i tuoi frutti,
come fosse stato il figlio prediletto,
che ti ricambiava con cura e amore.
Calorosa e ricca di mille profumi,
diventavi in autunno mentre, lentamente,
ti spogliavi e ti preparavi a divenire da giovane e sgargiante ragazzina in primavera, a matura vecchia signora, in inverno,
avvolta in un soffice, candido manto.
Oggi, rivestita di grigi colori, essi non ti riconoscono più, mia bella pianura.
Ti hanno dimenticata e deturpata, non ti amano e piano piano ti stanno distruggendo:
coperta di cemento e catrame, deturpato il tuo verde,
spogliata delle tue bellezze.
Oh mia amata terra illuminata dal sole, sei continuamente nei miei
pensieri e, fino a quando vivrò, sarò sempre un tuo umile figlio.
In me ci sei tu, mia vita e mie radici, dolce terra mia, pianura Padana.
Tu che nasci dai fianchi dei monti e ti fai accompagnare dai fiumi,
per finire a farti cullare dalle dolci carezze delle onde del mare.
Ascoltando i racconti dei vecchi, sembri molto cambiata,
li ascolto mentre parlano di te, seduti davanti alla soglia di casa.
Raccontano di te, stupenda giovane, bella,
verde e abbellita dai colori dei mille fiori,
tu, baciata dalla luna che si specchiava in gracidanti stagni,
limpidi e tersi, come fossero stati i tuoi occhi azzurri,
dove splendevano le stelle che, come diamanti brillavano e si incastonavano nel tuo paesaggio primaverile.
Stupenda e bionda, diventavi d’estate,
davi nutrimento a tutti i tuoi figli.
Curvavi il contadino sul tuo suolo, per raccogliere i tuoi frutti,
come fosse stato il figlio prediletto,
che ti ricambiava con cura e amore.
Calorosa e ricca di mille profumi,
diventavi in autunno mentre, lentamente,
ti spogliavi e ti preparavi a divenire da giovane e sgargiante ragazzina in primavera, a matura vecchia signora, in inverno,
avvolta in un soffice, candido manto.
Oggi, rivestita di grigi colori, essi non ti riconoscono più, mia bella pianura.
Ti hanno dimenticata e deturpata, non ti amano e piano piano ti stanno distruggendo:
coperta di cemento e catrame, deturpato il tuo verde,
spogliata delle tue bellezze.
Oh mia amata terra illuminata dal sole, sei continuamente nei miei
pensieri e, fino a quando vivrò, sarò sempre un tuo umile figlio.
In me ci sei tu, mia vita e mie radici, dolce terra mia, pianura Padana.

Commenti
Il paesaggio dei nostri ricordi sii circonda di un'alone di magia che ci accarezza il cuore.