Mentre al sole strappavo le erbacce
la gatta passò tutto il tempo
a sfuggire agli attacchi del gatto.
Puntava saltava inseguiva correva
il gatto dal manto grigiastro
voleva la gatta, perché pure lui
si trova in ostaggio del sesso.
La gatta fuggiva nei muri sui tetti
sugli alberi ricchi di gemme,
ma lui non mollava.
Non fusa ma artigli e canini
a mostrare nel dramma
il suo grande rifiuto.
La gatta fuggiva alla furia del gatto.
Mi viene il pensiero di chi
segregata e rinchiusa
non può ribellarsi,
subisce nel pianto
le crude angherìe
di chi la molesta, piangendo e pregando
perché sta morendo
la sua dignità.
la gatta passò tutto il tempo
a sfuggire agli attacchi del gatto.
Puntava saltava inseguiva correva
il gatto dal manto grigiastro
voleva la gatta, perché pure lui
si trova in ostaggio del sesso.
La gatta fuggiva nei muri sui tetti
sugli alberi ricchi di gemme,
ma lui non mollava.
Non fusa ma artigli e canini
a mostrare nel dramma
il suo grande rifiuto.
La gatta fuggiva alla furia del gatto.
Mi viene il pensiero di chi
segregata e rinchiusa
non può ribellarsi,
subisce nel pianto
le crude angherìe
di chi la molesta, piangendo e pregando
perché sta morendo
la sua dignità.

Commenti
Grazie ancora
Lo schiavo è privo della sua dignità, con le sue mani se la toglie, con i suoi piedi se ne allontana, col digrigno dei suoi denti la deride ma si fa beffe di sé stesso... non più gatto ma animale, non più uomo ma comodo nel ruolo di "non ci posso far niente, è la mia natura": coi tuoi piedi te ne allontani, con le tue mani la strappi, col digrigno dei tuoi denti ti fai beffe ...di te stesso!
Bellissima! Profondamente colpita ti mando un abbraccio.