Scandiscono i minuti
interminabili ore
perturbazioni
che si spostano
a est e a ovest
per sentirsi raggiante
il pianeta intero
indossato dal cemento
soffocante, acquistato
con l'intento di moltiplicare
i guadagni incoscienti
sui profili delle facce scontente
promotori dell'ambiente pulito
un cielo terso, in volatili
sorgente di vita felice
Ed eri tu la mia allegria
di una estate andata male
cerchiamo la pace
nelle risate.
Il mondo però è cattivo
di gente che parla senza pensare
devi sempre dare
questa è la realtà.
Vogliamo la nostra vita
ci siamo stancati delle false promesse
devono capire che la storia siamo noi
siamo solo noi.
C'è nebbia, il sole tramonta
ma la disperazione è tanta
il fango copre gli ultimi oggetti
avuti con sudore
negli steccati di paesi
isolati
fantasmi
delle nuvole
impazienti
dimore minacciose
stanche
dell'inquinamento
costrette a respirare
negli errori dell'uomo
che sale sempre più in alto
e si vanta del suo operato
preso a calci
dalla natura
Non sappiamo
come vive un barbone
cosa prova quando nessuno lo assiste
quando passa inosservato
tutte le volte che sfilano
di fronte a cani
cartoni
gli unici appoggi
della sua umiliazione
indegna per la finzione
del mezzo che aspetta
portandolo a destinazione
e non sapere
com'è fatto
se ha un cuore
un'anima
per vedersi togliere
anche quello che non ha
Sul finir di un sorriso
lascia cadere morenti, le dita
rigando ogni alba perduta
aggrappato a ogni amor vissuto.
E cerca armonia
in ogni anima tremante
come fuoco di una candela
respirando giorni di giovinezza
tra virgulti turbamenti.
Sovente invece
lascia pagine bianche
anche se nel cuore
gli esplodono parole nuove
per il ritrovato
o sperduto amore.
Corre la vita
chissà dove andrà
dove ci porterà
in quale universo
assetato di sesso
e vanità
discorsi buttati al vento
che non hanno un appiglio
per essere veri
a riportare la pace
nel mondo
guarire
gli ammalati
che non credono in Dio
perdendo la strada
della giustizia
sopraffatta
dal male
peso maggiore
infinito
come il ciel
Frangiflutti
Coni in cemento
Mare nero
Nubi pesanti
Nel porto tra lingue di nebbia
gabbiani sfiorano acqua di petrolio
Strade spazzate da venti
attendono tormente
Nel giorno sempre più notte
una donna tende la mano per mezzo kroon
Aria gelida increspa un mare
sempre più scuro
Brillano luci di Tallinn
Cristalli di stelle
caduti nell'acqua
Fuggo da folle di solitudine
Autostrada sotto la pelle
In valigia un cambio essenziale
Un libro per la mente
L'iPod per il cuore Il notebook che può sempre servire
Gli sguardi cattivi
Gli sputi sul viso
Gli spari alle spalle
Li ho lasciati appesi ad un chiodo
Su un muro per strada
Aprirò la valigia colma di vento all'arrivo
Mi aspetta un divano pieno di vuoto
Una stanza da riempire con tanti pensieri
Una notte di quiete ed un grillo che osa ancora una nota
Svuoto la valigia di ricordi e profumi e procedo a ritroso
Fumo e bicchiere riempiono il vuoto
La TV un punto luce muto
Nel silenzio di quel mondo sommerso
Ferite non bruciano se riesco a sognare
Ascolto musica di foglie mosse dal vento
Cadono al suolo come scoppiate
A far compagnia alla terra....mentre scrivo
Mi commuoveva quella complicità
di un servitore del Signore
e l'amata contesa
fra egli e l'Onnipotente
vincitore di battaglie
che non perse il suo sposo
in procinto di chiudere
con il sacerdozio
per confusione mentale
abbracciata alla bellezza
dalla lunga chioma ondulata
abbandonata da una vita
crollata ed imbiancata, dal ghiaccio
scaldato dal tempo
vissuto
e ingannato
coprendolo di fuochi
sensualità
che vibravano un cuore
peccatore
Sboccia un fiore
malgrado fuori piova
la speranza la trovi anche nel deserto.
Dopo infinite sofferenze scende la pioggia
per cancellare il male.
E' forse un Dio che piange
le sue lacrime colpiscono tutta la terra
e le zone più deboli del nostro animo.
Siamo solo di passaggio
ne capisco il messaggio
fuori c'è un'intralcio di gente e di passioni
come quando fuori piove.
Ma discese nello zolfo di Floristella
Come Aclà si scende all'inferno
Incroci danteschi
Alle fermate di bus e metrò attendono bombe innescate
Bestemie e invettive dalle auto prigioniere di ingorghi
Lavavetri all'attacco su parabrezza già puliti più volte
Pedoni iracondi attraversano senza cautela
sfidando chi guida con occhi agguerriti
Poveri diavoli rovistano in cassonetti in cerca di sporchi tesori
Clochards cercano un posto per una notte sopra cartoni
Per compagnia vino in cartone
Sogneranno stanotte diavoli di cartone
Finito lo stress delle ferie
la città si perde nel troppo e nel nulla schiava di un sempre
Le scuole riaperte la gente al lavoro
Ancora fa caldo ma il mare è lontano
Non è Floristella
niente zolfo
ma smog nei polmoni
La condanna di Aclà
Correre continuamente
Senza riuscire a fermarsi
Lunga la strada
Senza fine
Incespicare, rialzarsi
Riprendere a correre
Senza avvistare termine
Tallonati da ombre senza volto
Termina la strada
Trovarsi dinanzi un baratro
Sguardo impaurito
Esitante
Le ombre incalzano
Sentore del fiato sul collo
Sudore gelido dalla fronte
Terrore di lanciarsi
Brandire coraggio
Buttarsi
Lasciandosi ingannare dall’aria
Tremante svegliarsi
E’ giorno




