Se ti chiamo senza tempo
a spicciar lacrime d’eco
raccogli il tuo io
dalle terrazze del petto,
riscrivi il mio inverno,
reinventa i miei respiri,
stanca il vuoto che ho dentro.
E sbrigherò alfabeti di mare
dimenticati sull’uscio della vita,
ed accosterò dolci silenzi
alle danze della luna
ed anche gomitoli di luna
scalderanno il nostro battito
svuotando la valigia dei miei ciao
su un prato di stupide risposte.

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