I cieli si scoloran come gote
d’un bimbo preda della febbre alta.
La luce del mattino non s’accende,
la notte avrà inibito l’alba.
Non sento il respiro delle onde,
il mare non sbadiglia né si sveglia.
Che strana primavera sto vivendo?
È colpa dei silenzi, qui dentro me,
di quel non far rumor per non distrarsi
nell'arduo ricercare il varco
di là dal quale planare sul sicuro
o, almen, sul meno incerto.
D’una Medusa della felicità,
se fosse, non guarderei il volto
per non restar pietrificato.
Mi basta il sereno ma...
riproverò a ispezionare l’antro.
d’un bimbo preda della febbre alta.
La luce del mattino non s’accende,
la notte avrà inibito l’alba.
Non sento il respiro delle onde,
il mare non sbadiglia né si sveglia.
Che strana primavera sto vivendo?
È colpa dei silenzi, qui dentro me,
di quel non far rumor per non distrarsi
nell'arduo ricercare il varco
di là dal quale planare sul sicuro
o, almen, sul meno incerto.
D’una Medusa della felicità,
se fosse, non guarderei il volto
per non restar pietrificato.
Mi basta il sereno ma...
riproverò a ispezionare l’antro.

Commenti
la chiusa poi mi piace moltissimo, bravo.
Non accontentarti del sereno, ma prova ad ispezionare, come dici tu, l'antro.
Serena giornata