Vorticanti nel vento
delle altrui decisioni,
poniamo un accento.
Uno solo.
Tremante.
Confuso.
Soggiogati da un algido rimorso,
untore spietato di sterni svuotati,
urliamo fuori il cuore,
gettandolo nel libeccio dell'incertezza
da cui sarà travolto, masticato
e scagliato lontano.
Mani e paludi,
Silenzi rumorosi
come cingoli sull'acciaio.
Nebbia di un bosco
reso muto dal tempo,
che ride delle nostre espressioni cupe.
Poi sagome di noi,
che incessantemente cercano,
per ore, per giorni, per anni,
quel cuore travolto dai venti
e scagliato lontano.
Chissà dove.
Sapendo che ormai,
ormai lui non ci cerca.

Commenti
Intuisco bellezza d'animo e grande cuore.