Sonnambula si regge sul ciglio la vertigine
ripiegata in due sulle vacuità respiranti dell’anima
fino a sfiorarne la mite gaiezza accostatasi magia
fino a palparne il soffio trattenuto elevazione
E’ un sentire l’infinito seme nel granello di sabbia
trattenuto sulla sospensione espansa a cosmo
dove l’io lieve fluttua abbandonato il corpo
nell’ancestrale appartenenza al pensiero di dio.
Trasparenze d’una voce infranta commuovono la resa
l’occhio dal giardino fiorito di malinconie
Salva la verginità dell’acqua che lava la vita
purifica l’inquietudine risacca che risale
sino a tramutarsi in una colomba dalle ali di luce
sulle quali addormentarsi in un sonno ristoratore
sognando la fine e l’inizio in dolce comunione.

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LA MIA LODE E LA MIA LIETA SETTIMANA ROSARIA.
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