Qualcuno scappa da me
ma poi perché?
Rifletto attentamente dentro il buio della stanza
mentre, so per certo che intorno tutto cambia.
Allora il tarlo del dubbio inizia a rodermi l'animo
e la malinconia allaga in mio essere,
facendolo inabissare come un pesante relitto.
La paura, spietata, si mette in mezzo
e giustizia il dubbio con un colpo secco.
Temo, perché so di non sapere
ed un bluff in questo gioco, non serve a niente.
Il terrore afferra le mie caviglie trascinandomi via
e precipito nel baratro della disperazione.
Nella mente una voce fioca
cerca di dirmi qualcosa.
Ma la frenesia accelerata della caduta
mi impedisce di percepire le parole esatte,
mi nega il loro senso,
vivo intensamente sulla mia pelle
cosa prova un bolide lanciato, prima dell'impatto.
Finché non avviene lo schianto
con la dura realtà dei fatti.
Ero io, che scappavo da me stesso.

Commenti
per l'apprezzamento.
A presto.
e commentato.
A presto.
non sia mai del tutto sbagliato;
penso sia una delle scelte possibili, sempre.
Grazie a te e buona giornata.
Piaciuta, avvincente.
Un saluto
Rita
di stare scappando da noi stessi,
in realtà, stiamo solo prendendo
una strada che ci allontana da noi
perché la soluzione è altrove.
Grazie.
A presto.
Scappare, certe volte, è solo un sinonimo di "cercare".
Cercare noi stessi o semplicemente qualcosa che ci fa stare bene con noi stessa.
Complimenti!
per aver guardato molto a fondo,
oltre le parole.
Non è da tutti.
I miei complimenti a te.
A presto.
Aspetto una tua nuova poesia.
la tua attesa.
Buona giornata.