Caro amico remoto,
rimasto in un tempo passato,
sai, a volte ti ricordo,
simile all'ombra che passa
e potresti assomigliare
a un fruscio  di vento
o a una parola mormorata.
So che sarai cambiato,
e lo sono anche io,
o forse non così tanto...
E rivedo il tuo volto
solo appena sfiorito,
la stessa sorte del mio
nello specchio sincero.
Non so perché, ti sorrido
e mi sorrido, con dolce clemenza
ai nostri errori.
Le parole vibrate come archi
e ogni accusa una freccia.
La ferita è così vecchia
da aver acquisito una strana saggezza.
Ora posso perdonarti.
E così perdono anche me
per non avere saputo mai perdonare.


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Profilo Autore: Sabyr  

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Commenti  

Henry Lee*
# Henry Lee* 22-01-2019 07:35
Dolcissima poesia sul perdono, un sentimento dimenticato, da rinnovare sempre. Brava ed emozionante come sempre, dolce Sabyr. HL.
Sabyr
# Sabyr 22-01-2019 10:35
Grazie Henry.Un abbraccio :-)

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