Lo strazio che soffoca
l’ultimo grido non è una moda
dal frastuono più facili schianti
presumendo esistenze di terra
ancora terra che muore, piove
su di te saliva dai sospiri, lieve
dalla gola il bolo secco a picco
libero da trasformazione odora
di personalità in crisi, gorgheggi
da un doppiaggio border-line fra l’ascolto e la carie del falsetto
l’angoscia tartaro sul cuscino sfonda il materasso, s’abbandona
all’esaurimento della prima infanzia, la preziosità di un secondo
solo per te.
Potrebbe essere eternità
il disamore folle per ogni singola parte che t’inchioda
alla vita che rapisce e non sequestra e non costringe
penetrazioni non lubrificate, in galere sempre figlie
il rifiuto s’acuisce, succhiandoti il midollo cronicizza.
Come la mancanza d’entusiasmo
conoscendomi potrei uscire per cercare senza slancio
resti in luoghi comuni che forgiano e non mi sovrasti.
l’ultimo grido non è una moda
dal frastuono più facili schianti
presumendo esistenze di terra
ancora terra che muore, piove
su di te saliva dai sospiri, lieve
dalla gola il bolo secco a picco
libero da trasformazione odora
di personalità in crisi, gorgheggi
da un doppiaggio border-line fra l’ascolto e la carie del falsetto
l’angoscia tartaro sul cuscino sfonda il materasso, s’abbandona
all’esaurimento della prima infanzia, la preziosità di un secondo
solo per te.
Potrebbe essere eternità
il disamore folle per ogni singola parte che t’inchioda
alla vita che rapisce e non sequestra e non costringe
penetrazioni non lubrificate, in galere sempre figlie
il rifiuto s’acuisce, succhiandoti il midollo cronicizza.
Come la mancanza d’entusiasmo
conoscendomi potrei uscire per cercare senza slancio
resti in luoghi comuni che forgiano e non mi sovrasti.
Commenti
Ma penso che ciò avvenga per tutti i poeti che scrivano poesie.
Sento ribellione nelle tue parole, la scintilla che accende il fuoco che riscalda i cuori di pochi: i pochi che possono concepirla proprio come te. Descrittiva, offre un panorama nitido al lettore, e di immediata recepibilità, a distanza uno può dire: Ma che cavolo ha scritto? Potrebbe sembrare un ammasso di parole più o meno belle di un delirante, ma dopo averla letta per almeno centocinquantanove volte (scherzo) l'ho compresa in tutta la sua bellezza.
Per quanto riguarda l'argomento mi ricollego al mio stesso commento per dire che appunto, questa poesia mi appare (e per me è, a tutti gli effetti) la vittoria (o una delle vittorie) di un uomo forte, quale sei tu. Ciao.
Hai colto nel segno, solo l'ultima stanza è autobiografica e rappresenta quel livello di depressione più leggera, di cui tantissimi soffrono senza saperlo (per un periodo me compreso), che al tempo stesso immunizza da una depressione più "pesante", evocata nella prima parte vissuta da me per vicinissima esperienza indiretta più volte ed in fasi diverse della vita.
...sti caz.voli...è il secondo commento che fai più complesso delle mie poesie. Quasi quasi capisco più le mie poesie che il tuo commento.....ehheheh eh :lol:.
L'importante è che lo pensi davvero, perché dopo che l'ho letto diverse volte mi sembra uno splendido pensiero di giornalistica recensione e ne sono lusingato.
ahahaha---non mi sembra che tu abbia peccati da espiare ne ne miei confronti ne nei confronti della poesia, che non ha tabù...e non pensavo che la mia vena sadica si vedesse così tanto ahahhaha
mi sono piaciuti anche tutti i commenti...
si, questi sono testi da leggere più volte e a più riprese. Richiedono impegno anche da parte del lettore, ma quale cosa nella vita non lo richiede? Piacciano o non piacciano hanno un loro perché, studiato e strutturato, e ciò non vuol dire che non ci sia passione o sentimento dentro....anzi, sono molto sofferti, soffertissimi, ma distillati....non sono il tipo che si lascia incantare da una musa e in 2 secondi la mette in versi, e non che ciò non sia giusto!