Quando la luce
si ritira
e l’ombra perde il suo nome,
non so …
se resta qualcosa.
Il giorno
lentamente si spegne
e la notte non viene
a prendere il suo posto.
Questo tremore, sottile,
contro il vetro del silenzio,
è voce senza bocca
che nell’oscurità
ancora ci chiama.
Le mani con cui
ho cercato
il volto delle cose
ricordano il calore
di ciò che ci fu vicino.
A volte resta anche
una parola mai detta,
ferma sulla soglia
come un viandante
che non sa se partire.
Restano …
gli occhi
dopo aver guardato
la cenere dei giorni,
le stanze vuote
che si allontanano
e un cielo senza colore.
Forse resta ancora proprio
ciò che credevamo perduto,
un filo d’erba
nella crepa della pietra,
un respiro che insiste
quando il respiro tace.
La luce si ritira,
l’ombra perde il suo nome
e siamo sabbia
senza forma.
E se qualcuno ricorda,
in questa oscurità
dove nessuno vede,
pronuncia ancora
il mio nome.

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