anche se breve
per arrivare a destinazione
tutto è pronto per partire
in comodità al proprio posto
Senza fretta
cominciano ad affollarsi curiosi
i pensieri
e si affacciano al cielo
respirando a fondo
sulle note di canzoni
canticchiate sottovoce
S'impigliano tra le nuvole lievi
mentre rincorrono sogni
e cadono fra le fronde degli alberi danzanti
scompigliati dal vento
per scrollare un pò di polvere
della loro esistenza statica
Planano leggeri
sulle ali di alcuni uccelli
per un passaggio lesto
e assaporano un pò di libertà
volteggiando in alto nell'aria
sfiorano poi le sagome
di alcuni passanti a piedi
chiedendosi quale luce
portano negli occhi
cosa sognano per l'avvenire
tra i passi solitari
Osservano silenziosi e rapiti
il mare che sussurra
alla spiaggia desolata
carezze di onde dolci
e tascina melodioso
portando via
ogni preoccupazione
di chi gli affida
i silenziosi dubbi
abbandonati sulla riva in attesa
di vedere il profondo abisso
E poi si arriva alla meta
i pensieri ora più ricchi
tacciono stanchi
con nuove immagini e percezioni di viaggio
e con gli occhi
ancora immersi nel percorso
ci si ferma un istante
a sospirare
lasciando i pensieri a riposare
portando con se
solo le emozioni
colori e sfumature catturati
godendosi il viaggio
e nell’apparir ancor oggi
quel tanto da sentirsi disabitati
dentro di noi vuoti implacabili
che rivestono muri invisibili
recando arsura nei desideri
quella sete nel miraggio
vorticoso dell’invisibile
saziata la mente
potrebbero scomparire
lasciando, forse
una pennellata di colore…
Ed è ancora desiderio.
che un nuovo cammino
avvia alla sua venuta nel mondo
un percorso viene assegnato
per giungere alla
stabilità spirituale
che conduce alla luce
Il tuo percorso
è giunto all'epilogo
con la sofferenza,
nel viaggio nell'oblio
trascorso in quei giorni bui,
navigando nello strato dimensionale
tra vita e morte
la consapevolezza hai raggiunto
la serenità si è riaccesa nello sguardo
Si, tu sei rinato
a nuova vita, una vita
diversa, dura tutta in salita
so che userai il tempo che resta
vivendo più forte che mai
Vorrei essere come te
pari alla grandezza di un'unghia
ma nella sofferenza
non trovo consapevolezza
vivo l'ammirazione
per te, l'amore che mai è venuto e verrà meno
Aiuto ti chiedo affinchè
possa pur io rinascere
affinchè possa io pur comprendere
l'ingiustizia di codesto percorso spirituale
che non voglio non posso accettare
consapevole che se non lo farò
negata mi sarà la serenità
di essere umano amato da Dio
… io ora non vivo ….
vegeto come fiore che sta perdendo
i suoi petali ad uno ad uno
e li osservo cadere ….
con sguardo miope e sfuggente,
cercando di carpire
gli intimi pensieri
di quell'uomo,
tradito dagli anni
che avevano fatto scempio
delle sue speranze,
della sua anima.
Non accennava al sorriso,
non c'era ragione.
E mentre gli anni, negli anni
s'accavallavano e litigavano
impazziti,
sudati nell'odore
di desideri violati,
di piccoli omicidi
di vane attese,
infrante,
anche lui sapeva
che nulla e mai nessuno
gli poteva cedere il passo
mentre i suoi giorni,
attesi,
si sbriciolavano come sassi.
E nel suo sguardo,
allo specchio,
non c'era sfida
solo dolore.
l'essere umano è cattivo, rabbioso
buio ed egoista
Sento che sto scoppiando
come un palloncino colorato
esploderò appena sfioro un altro ago
lascerò uscire fumo nero
coprirò tutto ciò che fastidio mi crea
Sputerò rabbia dalle fauci
come un drago incazzato
brucerò il sudiciume
che rende il vivere insopportabile
Sarò strega cattiva
inventerò filtri magici
malefici li spargerò
nell'aria come gas nervino
cassati saranno i sentimenti
mellifui falsi nauseanti
Non splenderà più la luce
per me vestirò di nero
come Il cavaliere oscuro
abbatterò case, alberi
incendierò i campi ed i boschi
fino a che il fumo mi brucerà gli occhi
tanto da lacrimare tutto il dolore
soffocato nel cuore che credevo di avere ….
So che in me esiste
una parte cattiva come
in ogni essere umano
ma sarò capace di fare tanto male ...
Raggi di sole,neri di livore,
non baciano piu' una pelle sempre
piu' bianca;
e quel ruscello limpido,cui mi dissetavo,
non scorre piu';
croste di ghiaccio impediscono di bere
alla fonte della speranza;
e quell'armadio pieno di vestiti consunti,
aggrediti dalle tarme,con impietosa ferocia,
non concede di abbellire con fugaci fronzoli,
il mio appassito perbenismo.
Un'anima in pena
che non riesce a levitare,
imprigionata senza scampo
in un corpo mortale.
vissute in questo tempo
mi hanno investito di paura
sono scappata nella grotta
dove mi il buio mi protegge
Dormire, dormire
sfuggire dai pensieri,
sfuggire anche da te,
eppure darei la mia vita
per riportarti indietro
prima che il male agguantasse
il tuo corpo
Ma come posso donarti la vita
l'amore che provo se non mi amo
se fuggo da me stessa
dalle forti emozioni negative,
se sono un sacco vuoto
involucro di un nulla
che comunque non mi appartiene
ma ho smarrito per strada ….
Ho pianto, pregato, ho ricordato
in questa notte buia,
dal fondo della grotta
uno spiraglio di luce è arrivato
passo dopo passo
ho percorso a ritroso il percorso
ed ora sono di nuovo qui a te vicino
ancora c'è paura, ancora incertezza
mi son ripromessa di non cadere più
di non pensar nemmeno di non essere all'altezza
di prenderti la mano
e camminare uniti verso la vita
o verso la luce …. ma sempre insieme
L'illusorio spegnersi di una speranza,
può far tornare i faggi a spogliarsi.
Una commistione simbolica.
Ma il verde,
guadagnato,
reclamato
a suon d'immagini,
ridiventa giallo,
nelle notti d'inverno.
Il calmo volgere delle stagioni,
e il lento
e inconfutabile
smarrirsi incontrollato
delle primaverili spore,
non può essere
contrastato
dal desiderio di vita di un
uomo
caduco e secco,
come le foglie d'Ottobre.
straniero a me stesso
mi cerco lontano da me
di fuori ai pensieri
nell’anima assente
all’ansia scioccante
di dirmi chi sono,
lo specchio riflette
che vivo, che esisto,
che guardo e rispondo,
ma il cuore comprende
che sto alla deriva,
non piango neanche
perché nel dolore
trascino il mio corpo straniero.
quando comincia a mancarti.
L’oppressione al petto
blocca il gesto e sconvolge i ritmi.
La tua vita ora si racconta a zigzag
su fogli quadrettati,
in un geroglifico che non sai decifrare.
Ti tocca studiare a fondo insoliti lemmi
di un dizionario in precedenza mai consultato.
Ti conformi a nuove consuetudini
in bianche e asettiche sale d’ospedale,
dove ti concedi, rassegnato,
a minuziose indagini archeologiche
sul tuo corpo antico e affaticato.
Fai raccolta di pillole,
quelle mattiniere, quelle serali
per non sbagliare, bisogna ricordarne
l’orario, la forma e il colore.
Molte cose non le puoi più fare,
ora sei anche tu un diversamente abile.
E ti rendi conto di essere entrato
in una nuova dimensione esistenziale
che prima non avevi considerato:
è mutata grandemente la tua aspettativa
di vita.
Malinconia che stringe il cuore
senza far rumore ricordando.
Malinconia di un giorno d'autunno
che riaffiora nel dolce ricordo
vorrebbe andar via senza esitare
ma quando il freddo cade
cerchi calore che non si confonde
con il resto del mondo
ma come mai non sa andare via?
Quiesta triste malinconia!
sui vecchi coppi
della casa di fronte,
nel silenzio della notte
in sintonia va col battito
del mio cuore
cullandomi nella notte
mentre nel letto caldo riposo
Le stelle e la luna
dormono stanotte
è il turno delle nuvole grigie
vegliare sul mondo
ascoltarne la sofferenza o la gioia
e piangere perchè anche di gioia si piange
Una forza nuova
mi è nata dentro, una volontà
che da tempo non sentivo
sento nascere fiori nel giardino dell'anima
anche se l'inverno è alle porte
L'inverno è mite
nel giardino dell'anima
la consapevolezza e la gratitudine
di essere vivi librati nel cielo
come gabbiani
dona il tepore della primavera








