E’ un nuovo mentire
che segue il sentire
puntando col dito
il sigillo coinvolto.
Ha radici sul viso
e rughe di vetro
l’enorme amore
a inganno di cuore
Urla “Vivo alla vita”
e si bagna piangendo
nel mare in silenzio
corona di tempo.
Io muoio vivendo
al tuo solo pensiero
illumino a nero
il restante maniero.
E’ questo che sento
col cuore potendo
nutrire dolore
senz’ali nel vento
un vago timore.
Capire nel vivere
scrivendo in prigione
la muta agonia
di cara poesia.
Scritta su un fiore
si legge dolore
credere credere credere
fino ad amare
con pugni serrati
e intenti purgati.
Si scuote la mente
che triste acconsente
su pelle furiosa
la lama riaccesa
e lottando ha paura
ma cede alla pioggia.
Io sono la goccia,
la mia sola misura.
che segue il sentire
puntando col dito
il sigillo coinvolto.
Ha radici sul viso
e rughe di vetro
l’enorme amore
a inganno di cuore
Urla “Vivo alla vita”
e si bagna piangendo
nel mare in silenzio
corona di tempo.
Io muoio vivendo
al tuo solo pensiero
illumino a nero
il restante maniero.
E’ questo che sento
col cuore potendo
nutrire dolore
senz’ali nel vento
un vago timore.
Capire nel vivere
scrivendo in prigione
la muta agonia
di cara poesia.
Scritta su un fiore
si legge dolore
credere credere credere
fino ad amare
con pugni serrati
e intenti purgati.
Si scuote la mente
che triste acconsente
su pelle furiosa
la lama riaccesa
e lottando ha paura
ma cede alla pioggia.
Io sono la goccia,
la mia sola misura.
5 commenti
Ecco
anche questa giornata è terminata
spalle curve
faccio ritorno nella mia tana
e come ogni sera
la solita strada.
Ecco
una luce traspare
la stessa che scuote i miei sogni;
tangente alla luna, traccia una scia
ed è il percorso che voglio evitare.
Ecco
la mente distraggo
abbindolo gli occhi al riflesso
ma non è una sconfitta
è affidarsi a se stesso.
Ecco
di corsa faccio le scale
una croce trafigge la mia giugulare
domani sarò cavaliere
pronto per nuove crociate;
senz'elmo e senza coraggio
sfiderò ancora il vento
mettendo a dura prova il mio senno.
Ecco
sulla poltrona sprofondo
resetto e comprendo
che l'amore e l'ingegno
non fermeranno il mio tempo
ma serviranno ad alleviare
questo infinito vagare
nel cercare ragione al domani.
anche questa giornata è terminata
spalle curve
faccio ritorno nella mia tana
e come ogni sera
la solita strada.
Ecco
una luce traspare
la stessa che scuote i miei sogni;
tangente alla luna, traccia una scia
ed è il percorso che voglio evitare.
Ecco
la mente distraggo
abbindolo gli occhi al riflesso
ma non è una sconfitta
è affidarsi a se stesso.
Ecco
di corsa faccio le scale
una croce trafigge la mia giugulare
domani sarò cavaliere
pronto per nuove crociate;
senz'elmo e senza coraggio
sfiderò ancora il vento
mettendo a dura prova il mio senno.
Ecco
sulla poltrona sprofondo
resetto e comprendo
che l'amore e l'ingegno
non fermeranno il mio tempo
ma serviranno ad alleviare
questo infinito vagare
nel cercare ragione al domani.
Indirizzo la memoria
verso cose distanti,
faccio programmi per l’avvenire,
pensando a una vita raccolta,
a tradizioni contadine,
riti propiziatori,
lavori agricoli estenuanti,
al volteggiare degli uccelli
in primavera.
Penso all’odore di frutti lontani,
alle acque calme del lago di Occhito,
a pietraie di lava
e ad altissime ginestre
con gialle intumescenze.
Penso al brusìo delle api
e alle vibrazioni scaturenti
dai voli delle coccinelle,
all’arsura dei basalti,
alle ametiste e ai porfidi.
verso cose distanti,
faccio programmi per l’avvenire,
pensando a una vita raccolta,
a tradizioni contadine,
riti propiziatori,
lavori agricoli estenuanti,
al volteggiare degli uccelli
in primavera.
Penso all’odore di frutti lontani,
alle acque calme del lago di Occhito,
a pietraie di lava
e ad altissime ginestre
con gialle intumescenze.
Penso al brusìo delle api
e alle vibrazioni scaturenti
dai voli delle coccinelle,
all’arsura dei basalti,
alle ametiste e ai porfidi.
M’incanta, stare solo
e piegato sui miei pensieri
ascolto il vuoto del vento
nelle grida silenziose dell’infinito.
Quell’infinito che scandisce il tempo
nascosto nel buio dell’animo.
Animo triste e disperato
che raschia gli accenti
della placa e dormiente vita
mentre lo sguardo
si perde lontano oltre l’orizzonte
e si commuove
nell’attesa di un sogno.
e piegato sui miei pensieri
ascolto il vuoto del vento
nelle grida silenziose dell’infinito.
Quell’infinito che scandisce il tempo
nascosto nel buio dell’animo.
Animo triste e disperato
che raschia gli accenti
della placa e dormiente vita
mentre lo sguardo
si perde lontano oltre l’orizzonte
e si commuove
nell’attesa di un sogno.
Inerme
e non poter fare niente
alle folate del vento
alle scaglie negli occhi
all’ululato dei cani nella notte
che pian piano mi sta uccidendo
Sono sempre più di gesso
ho sguardo perplesso
sogni d’amplesso
e un cuore di cera
che si sta sciogliendo
nell’inutile preghiera
Rimango con le mani in mano
mentre tutto crolla
e le ombre schiamazzano nell’armadio
Rimango fatuo
anestetizzato dai colori del cielo
mentre la gente mi guarda e non capisce
si stupisce del viso acerbo
di questi versi amorfi
delle mie fughe solitarie
di lunghi silenzi
delle orme che lascio
nel pantano della notte.
e non poter fare niente
alle folate del vento
alle scaglie negli occhi
all’ululato dei cani nella notte
che pian piano mi sta uccidendo
Sono sempre più di gesso
ho sguardo perplesso
sogni d’amplesso
e un cuore di cera
che si sta sciogliendo
nell’inutile preghiera
Rimango con le mani in mano
mentre tutto crolla
e le ombre schiamazzano nell’armadio
Rimango fatuo
anestetizzato dai colori del cielo
mentre la gente mi guarda e non capisce
si stupisce del viso acerbo
di questi versi amorfi
delle mie fughe solitarie
di lunghi silenzi
delle orme che lascio
nel pantano della notte.
Temporale estivo di un aroma malinconico funesto
Ultimi segnali smorzati ne alzano il costo
Non c’è posto, non c’è posto…
Diluvia,
Lampi d’immagini di trasparenze nitide
Affossano gravi respiri su lenzuola gelide
Infuria
La lotta tra lacrime acide e pioggia inquieta
Corpi in contrasto in una vita irrequieta
…
Un’altra sera, un’altra vita
Ultimi segnali smorzati ne alzano il costo
Non c’è posto, non c’è posto…
Diluvia,
Lampi d’immagini di trasparenze nitide
Affossano gravi respiri su lenzuola gelide
Infuria
La lotta tra lacrime acide e pioggia inquieta
Corpi in contrasto in una vita irrequieta
…
Un’altra sera, un’altra vita
A volte la pioggia
non é acqua
ma penetra nelle piccole fessure
lacerando in sordina
i muri più duri
che cedono infine
ai ripetuti colpi
dall'aria innocua
L'anima si ritrova spoglia
di quei pilastri
divenuti sempre più fragili e trasparenti
e rompono argini
cadendo all'improvviso
lasciando inondare
pensieri ed emozioni
forti nel tempo
contro il vento
frantumandosi come specchi senza sostegno
e sfociando in rivoli copiosi e amari
sul viso
Il silenzio accompagna e nutre
la solitudine
nel cammino intrapreso
verso un mondo isolato e vuoto
senza voci
senza volti
nè sorrisi
immersi nella lettura di quelle pagine
ancora da esplorare
del libro interiore
mentre la mente divaga
in apparenti futili diversivi
e arriva ad una nuova visione
sull'essere e l'esistenza
Accadono situazioni
dalle risposte incomprensibili al momento
e ben nascoste
come in un forziere insabbiato
da cercare nel nostro profondo oceano
e aprire
lontano dall'esterno che circonda
dalla mutata visione
per portare alla luce
tesori e verità
ancora da scoprire
di noi stessi
non é acqua
ma penetra nelle piccole fessure
lacerando in sordina
i muri più duri
che cedono infine
ai ripetuti colpi
dall'aria innocua
L'anima si ritrova spoglia
di quei pilastri
divenuti sempre più fragili e trasparenti
e rompono argini
cadendo all'improvviso
lasciando inondare
pensieri ed emozioni
forti nel tempo
contro il vento
frantumandosi come specchi senza sostegno
e sfociando in rivoli copiosi e amari
sul viso
Il silenzio accompagna e nutre
la solitudine
nel cammino intrapreso
verso un mondo isolato e vuoto
senza voci
senza volti
nè sorrisi
immersi nella lettura di quelle pagine
ancora da esplorare
del libro interiore
mentre la mente divaga
in apparenti futili diversivi
e arriva ad una nuova visione
sull'essere e l'esistenza
Accadono situazioni
dalle risposte incomprensibili al momento
e ben nascoste
come in un forziere insabbiato
da cercare nel nostro profondo oceano
e aprire
lontano dall'esterno che circonda
dalla mutata visione
per portare alla luce
tesori e verità
ancora da scoprire
di noi stessi
Priva di difese inebriata dalla vita,
corri tra le braccia del desio
che ti assale al rinnovato pensiero.
Tra altalene d’energia vitale
l’inerzia scompare e al sibilare del
ricordo la gioia ricompare.
Come fulmine imprigionato nella bottiglia,
sogni d’afferrare l’immortalità benigna
ma ahimè non è data facoltà,
la clessidra segna il tempo,
in granelli di sabbia impazienti.
Tutto scorre, non volgi sguardo,
te stessa rifletti in trasparenza
che svela e non cela la maturità
nella beltà dell’insidia non apparente
in un ordinario spesso deludente.

corri tra le braccia del desio
che ti assale al rinnovato pensiero.
Tra altalene d’energia vitale
l’inerzia scompare e al sibilare del
ricordo la gioia ricompare.
Come fulmine imprigionato nella bottiglia,
sogni d’afferrare l’immortalità benigna
ma ahimè non è data facoltà,
la clessidra segna il tempo,
in granelli di sabbia impazienti.
Tutto scorre, non volgi sguardo,
te stessa rifletti in trasparenza
che svela e non cela la maturità
nella beltà dell’insidia non apparente
in un ordinario spesso deludente.
In mezzo
fra felicità
e disperazione
un tempo indefinito
sognando
la pace dei sensi
scende il silenzio
pieno di
dubbi
domande senza risposta
sospesa
navigo nell'aria
una nuvola sospesa....
una sensazione irreale
le liti e la pace
sono lontani
anni luce.
fra felicità
e disperazione
un tempo indefinito
sognando
la pace dei sensi
scende il silenzio
pieno di
dubbi
domande senza risposta
sospesa
navigo nell'aria
una nuvola sospesa....
una sensazione irreale
le liti e la pace
sono lontani
anni luce.
Ho cercato di tenermi fuori
dal gioco dei colori
disorientata voluttà
Ma la girandola rapisce
l'arcobaleno stupisce
il sole ferisce
ed io ogni giorno perdo di sensibilità.
Per questo
vado in cerca di nuove sfumature
nell'erba selvaggia
che cresce con rabbia
sulla recinzione della mia libertà.
Ho cercato di tenermi integro
ho lottato tra le rughe del silenzio
di notte e in fondo al mare
senza spingermi oltre
le barriere dell'orrore.
Fin quando il male divenne miele
e m'inchinai compiacente
al socchiudersi degli occhi
come un cane bavoso
che non conosce padrone
e ringhia alla luna
per orgoglio o per paura
sottile linea
tra infinito e realtà.
dal gioco dei colori
disorientata voluttà
Ma la girandola rapisce
l'arcobaleno stupisce
il sole ferisce
ed io ogni giorno perdo di sensibilità.
Per questo
vado in cerca di nuove sfumature
nell'erba selvaggia
che cresce con rabbia
sulla recinzione della mia libertà.
Ho cercato di tenermi integro
ho lottato tra le rughe del silenzio
di notte e in fondo al mare
senza spingermi oltre
le barriere dell'orrore.
Fin quando il male divenne miele
e m'inchinai compiacente
al socchiudersi degli occhi
come un cane bavoso
che non conosce padrone
e ringhia alla luna
per orgoglio o per paura
sottile linea
tra infinito e realtà.
Nel sogno respiro e attraverso la neve
calda, mentre i raggi della luna veste
candida cuciono.
Tra infiniti luoghi e dolci melodie,
saltello gli spazi stellati, infrango
trasparente anima, ma non soffro.
La realtà irrompe, scaglia acuminati
vetri.
Sangue sgorga, al risveglio.
calda, mentre i raggi della luna veste
candida cuciono.
Tra infiniti luoghi e dolci melodie,
saltello gli spazi stellati, infrango
trasparente anima, ma non soffro.
La realtà irrompe, scaglia acuminati
vetri.
Sangue sgorga, al risveglio.

Era troppo nera
la lacrima che incise
la tua anima. Non la volle
la rosa per non sporcare
l'allegria dei suoi petali.
Preferì bagnarli
con stille di rugiada.
.
E il cuore di lei non volle
la tua anima resa scura
dalla lacrima
preferì coprirsi
di splendidi sorrisi.
senza chiedersi se questi
fossero falsi o sinceri.
.
Nei tuoi pensieri
più belli e profondi
fu accolta quella lacrima.
E lì ancora la nascondi
al riparo dal clamore
Certa che di offese e rifiuti
non dovrà più aver timore.
In qualche angolo della mia vita
mi son perso.
E non so se è stata una coincidenza
aver perso anche te.
Tra queste righe,
vi è un pianto interminabile.
La vita, a volte,
insegna anche questo:
a piangere, ma soprattutto a morire.
Se un giorno ritroverò me stesso,
ritroverò anche te: quel tuo sorriso,
quel tuo dolce viso,
il tuo cuore, il tuo amore.
O forse ritroverò solamente un tuo ricordo,
a volte stanco del mio vivere.
A volte fiero del mio essere
quel che un tempo ero.
Ora, lo vedi come sono:
un burattino buttato lì,
tra quelle cose che da tempo
non si usano più.
Mi chiedo spesso
se un giorno
avrò la forza di riconoscermi.
Di riconoscere la mia vita
tra tante vite buttate lì,
...come quel burattino.
mi son perso.
E non so se è stata una coincidenza
aver perso anche te.
Tra queste righe,
vi è un pianto interminabile.
La vita, a volte,
insegna anche questo:
a piangere, ma soprattutto a morire.
Se un giorno ritroverò me stesso,
ritroverò anche te: quel tuo sorriso,
quel tuo dolce viso,
il tuo cuore, il tuo amore.
O forse ritroverò solamente un tuo ricordo,
a volte stanco del mio vivere.
A volte fiero del mio essere
quel che un tempo ero.
Ora, lo vedi come sono:
un burattino buttato lì,
tra quelle cose che da tempo
non si usano più.
Mi chiedo spesso
se un giorno
avrò la forza di riconoscermi.
Di riconoscere la mia vita
tra tante vite buttate lì,
...come quel burattino.

.
Forse per modestia
timidezza o ingenuità
ho cantato a toni bassi
la canzone della vita.
Passi corti e leggeri
non hanno lasciato
un grande segno
sul palcoscenico
della mia esistenza.
.
Mi mancò l'impegno
e forse anche l'ingegno.
Non saprei dire cosa
indusse la mia anima
pur così curiosa e...
a volte intraprendente
a sapersi accontentare
di vivere con poco
quasi con niente.
.
Finirà il concerto e non
avranno udito la mia voce.
Muto il mio canto
si spegnerà nel silenzio.
Come un fiore mai colto
tornerà alla terra senza
aver donato a nessuno
i suoi petali umidi
di rugiada e pianto
timidezza o ingenuità
ho cantato a toni bassi
la canzone della vita.
Passi corti e leggeri
non hanno lasciato
un grande segno
sul palcoscenico
della mia esistenza.
.
Mi mancò l'impegno
e forse anche l'ingegno.
Non saprei dire cosa
indusse la mia anima
pur così curiosa e...
a volte intraprendente
a sapersi accontentare
di vivere con poco
quasi con niente.
.
Finirà il concerto e non
avranno udito la mia voce.
Muto il mio canto
si spegnerà nel silenzio.
Come un fiore mai colto
tornerà alla terra senza
aver donato a nessuno
i suoi petali umidi
di rugiada e pianto








