Ho dentro di me, una pagina vuota. Potrei disegnarla con colori effervescenti, con poesie che escono dal cuore.
Potrei dire che va tutto bene, che è tutto perfetto.
Potrei accontentarmi di quel che ho. Oppure dare due schiaffi, a chi, è stupido dentro. Smetterla di voler cambiare, per nulla. Capire che siamo tutti imperfetti e corruttibili, che facciamo baldoria mentre i nostri figli guardano la tv.
Che i nostri figli lo faranno anche loro,quando cresceranno.
Che le donne prendono quello che trovano e quello che vogliono.
Ma in fin dei conti nemmeno me ne frega tanto.
Potrei scrivere tutto questo, ma mi rimarebbe solo questa inutile pagina sporca.
Domani la città si sveglierà
ma non si sà quale ragione
prevarrà. Non si può abbandonare
la mente così!
Ma domani la città si sveglierà
in quella folle attesa di eroi
perdenti/non si può abbandonare
la mente così/è una vita che vivo
da solo chiuso in questo oblò/
Non si può abbandonare la mente
così/.
Tutto sta cambiando intorno a me
la mia vita mi porta verso te
noi che ci perdiamo in un non so che
corriamo nella notte senza un perchè.
Cifre alla mano ho perso sempre io
non vi sono trofei nel mio carnet
di partite giocate sempre col più
debole, quante volte ho perso io?
Mi sono perso veramente fra i guai
e i piagnistei, riconoscendomi
UOMO SOLO fra questi farisei.
In questo mondo di occhiaie e immoralità
giace eterna l’ instabilità
ma se non ti accontenti di onestà
sarai tacciato di crudeltà
verso persone che vivono
nella falsità da sempre
noi non ci accorgiamo
di niente e viviamo
inutilmente fra l’ignoranza
e chi per tessere suole
essere meglio di te
senza che lo dimostri
mai, avanzando pesantemente
nella nostra mente
come chi ha ucciso
in guerre recenti
senza farsi mai
vedere
massacrando vilmente
persone innocenti
rovinando così le nostre menti
in una Catarsi virulenta.
Mi trovo con una penna in mano
Guardo il foglio bianco e penso.
Tante immagini mi tornano alla mente,
tanti pensieri informi,
tante storie,
ma non riesco a metterle sul foglio!
La pagina mi ripudia
la penna non si impegna
Perché questo silenzio?
Perché questo rifiuto?
Forse perché nella vita
avrei potuto fare di più?
non c'e' inganno tra le braccia del marinaio-cammini nel tunnel di luce facendo la gatta-i peli si gonfiano-e ci troviamo alla deriva-il sole oggi ha fatto venire la controfigura-ha il mal di pancia-mare e cielo si confondono-non scommetterei di stare nel verso giusto-ma oggi i pirati hanno un cerchio alla testa-sono stati derubati-gli echi della mente mi rimbalzano fuori dagli occhi-la bussola gira come la ruota di un mulino-c'e' poca aria per chi ha la bocca corrosa dal rhun-cerco il colpevole tra una ciurma di me-e' una folla di mostri poco silenziosi-per loro e' un riconoscimento la colpevolezza-oggi ho deciso di guardare altrove-dove non mi e' concesso-la deriva non e' sempre male-i bauli sono vuoti -viaggio più' leggero-forse la deriva e' più comoda-chiudo gli occhi per vedere quello che vorrei-finalmente solo blu-blu notte-volano conchiglie e sirene banchettano intorno un falò' sull acqua-le tentazioni della ciurma mi confondono sempre-riapro gli occhi per vedere se e' tutto uguale-sto andando alla deriva- e potrebbe essere molto molto peggio------------
Un essenza arcaica
sveglia la vista fuggente
disegnando varchi esistenziali
nella feroce razionalità
di vivere il prodigio ogni secondo
nei fasti oblii d’oro
e giammai pensar d’esser Re
banale sogno ciclico
inseguendo impronte nel sole
ghermendo gorghi di pace
adagiando sogni dentro scatole cinesi
occultate nell’orizzonte marino
luogo in cui resuscito passate speranze
svecchiate come acqua di fiume
beffando i dolori della vita
incosciente d’esser Re
Re della mia vita
Ho saccheggiato le notti
ancora inerti a farmi compagnia
in preda al mio delirio
di cui si nutriva l'anima.
Infuocavo il gelo della stanza
con le sole mani,
e contenevo l'infinito
nel mio silenzio.
Manca l'ultima stella del mattino
in questa folla vuota
e non sento piu il suono della vita
mentre canto d'amori ed idilli
troppo lontani.
Torna ogni lacrima nella gola
ed implodo nell'utima poesia
fra le pagina rimaste pure.
Ad insegnarti l'amore da adulto
spesso ti danno un bel po' di piacere,
se fossi ragazzo ancor meglio
insieme al piacere ne scopri il sapore.
Se impari da bimbo questa lezione
il mondo assume tutt'altro colore
e ciò che guadagni in amore
presto lo perdi in salute mentale
PENSAVO:
"perchè se è lui che mi ha fatto del male
sono io che mi devo curare?"
A te, che specchi l’essere
non ti farò a pezzi
giacché, si paga simile gesto
con sette anni di sventura.
Ti velerò con il fiato
e con il dito,
traccerò un sole
che muti le sembianze,
coprendo le rughe
imbiancate dal tempo,
ognuna, con una storia diversa.
Piano, ritorni a riflettere
lasciando scorrere lacrime
che confondono il pianto,
ciascuna lacrima, gioia e dolore
perciò, ti ammanterò con una coperta
in modo che sia solo l’anima,
il mio unico, specchio.
Poesia
sei tu
la compagna
della vita mia!
Mi scaldi
nei giorni
di freddo inverno
mi cerchi quando mi perdo
nelle mie notti insonni.
In quelle notti
dove basta
un foglio bianco
e la mano
scorre sola
gettandosi
in quei versi di poesia!
Versi che scrivono
di me di te e
di quanto sei
nell'anima mia!
E vivo il mio firmamento
Stella tra stelle
Luce tra luci
Immenso tra immensi
Illuminare que pezzo di cielo che mi circonda
Dar vita al bagliore freddo che emetto
incurante del silenzio e della notte
Mi sento bella,
vera
parte del Creato
e tutto il resto è nulla
Egoista nella mia beltà
Sapendo di non far male a nessuno
Parte dell’universo buono
che mi osserva
e mi rende figlia
Non sarò mai sola nel mio spazio
Ubbidirò ad una legge invisibile
che mi obbligherà ad essere studiata,
osservata,
come un essere sconosciuto
Ma non voglio sentirmi tale
Io faccio parte del nulla
e del tutto.




