Cammino adagio lungo il molo:
m’attrae la quieta voce dell’acqua.
Cammino adagio e sono solo.
Se col tempo la vita s’annacqua,

se l’emozione muore nel grigio,
meglio scomparire, meglio il nulla:
di me non resti neppure un vestigio.
Il cielo si slarga in distesa brulla,

stanchi gabbiani sbandano nel vento,
Nubi all’orizzonte in sparse file,
il sole alita nell’alone spento.
Che importa? Mi chiamino inetto, vile.

Se ormai anche la pena si stinge
e il terreo tedio mi attanaglia,
si districhi il nodo che mi stringe.
E già la sera è lunga gramaglia.

0-5 EE 6 sgng

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Oudeis  

Questo autore ha pubblicato 57 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.