E scorsi dall’abisso l’enimma

aliare su flutti profondi.

In vortici imi di mondi,

fulgido il serto e lo stimma.

La sabbia incrostata dal sale

scopersi emergendo dal vuoto,

del giglio, del giunco, del Noto

il movimento in flusso irreale.

E seppi aggiogare le belve:

in lotte mortali le strinsi,

poi l’acqua e il fuoco sospinsi

ad attraversare le selve.

La considera Vita la gente

che discerne il falso dal vero.

Io domino tutto e vo fiero,

lasciando ai miseri il niente. 

Mi pasco di gioia e di pena,

ché la prima all’altra cede.

Distruggo le cose e non vede

l’umano la ferrea catena.


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Profilo Autore: Oudeis  

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