Come il navigante, che solcò i mari
e tra le tempeste dominò i perigli,
che furon tanti e spesso a lui ignari,
ma un dì annegò, non avendo appigli;
 
così, son io, che tra delusioni vissi,
ma non mi persi tra i lor viluppi.
Oggi, stanco e con gli occhi fissi,
attendo con nostalgia gli sviluppi.
 
Un tentacolo pur piccolo mi strozza,
ormai il fiero destino mi sovrasta,
io mi dimeno, ma non ho più forza
e della mia vita il fumo sol mi resta. 
 
 
 
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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 20-12-2014 17:29
bellissime queste tre quartine, vera poesia!complimenti
paolo di cristofaro
+1 # paolo di cristofaro 20-12-2014 22:52
l'evanescenza della vita , versi che fanno riflettere!!!
Gino Ragusa Di Romano
# Gino Ragusa Di Romano 17-01-2015 09:52
Grazie.

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