"Cambia tutto se è il silenzio a vibrare"

e se il vibrato dell'anima è un suono impercettibile

di fronte al tuono che si espande oltre l'indicibile.

Sembrano fronde che cadono dai salici tutti quelle luci..

oltre il confine dei muri non posso udire il sarcasmo

e l'invalidità delle poche cose lasciate al tempo

è nelle carte spogliate sul tavolo

e nello schiocco di occhi disarmati.



Piangono raggi laser in direzione uguale e contraria

ai tronchi piantati nel terreno umido. Se hai riso

è perché te ne ho dato il tempo, tra un verso di gemme

fiorito e un altro inciso nel sangue del cuore ferito.

Una lira suona un triangolo disadorno

e negli ulivi e negli oleandri si specchiano mani

ricche d'antico le vedo ancora impastare farina,

specchiare nelle libbre l'olio da aggiungere

al taglio del sapone, graniti i pomeriggi d'orzo e grano

sulla collina il mandorlo fiorisce ancora

e ne sento i frutti nella bocca

i muri sono bianchi di calce

il pulito ha l'odore puro della collina.



Non sei la più bella del reame, lo specchio si è arrabbiato,

solo quella che ha più corteggiatori, per le lire che risuonano

nei corridoi del palazzo dei Coleotteri rossi.

L'incantesimo è rotto, per ricostruirlo ci vorrà un nuovo mago,

in arrivo dal borgo degli Amanti distratti.



Lo specchio non risponde più alle domande

 e il vento ha cambiato direzione

è il sottobosco di Van Gogh che cambia la luce


e il verde ha rami cerulei, se guardi sotto ogni foglia

la sua follia è intrecciata alla mia


le favole hanno distratto gli amanti e si sono persi


tra briciole e finte coreografie

hai mai visto Giulietta sporgersi dalla casa sull'albero?



Niente mattoni né trecce


nell'amore distratto tutto viene dimenticato

al primo sbadiglio


nella poltrona rossa del teatro

nessuno si specchia più


sono finte le parole vestite di pelle


l'ecologico è diventato il trend da seguire


e nelle favole nessuno più mangia


green peace ha portato i gommoni


a salvaguardia degli animali


e sulle coste rimangono uomini soli

le braccia chiedono aria


in una preghiera che nessuno sente

io annego ogni volta con loro


e quando m'immergo


ne sento ogni pianto


a riva battono ancora reami sperduti


e le finte promesse che annaspano


tra onde gigantesche. La commedia

è ancora in corso, se la chiami tragedia,

è come se rubassi l'osso al cane.



Il pane che sa di sale l'ho mangiato in passato,

ora ti chiedo quel pezzo di torta

che è rimasto dalla festa di compleanno,

l'ultima che c'è stata. Così per colmare l'ansia

che m'assale ogni santo giorno quando

guardando fuori dalla finestra vedo alberi spogli

e figli che non ci sono, impegnati dall'altra parte

del mondo a fare il loro percorso,

ora che il tempo mi è sfuggito dalle mani. Da qualche parte,

però, ci sarà un sentiero amico, un posto di ristoro,

forse nel regno dei Balocchi e dei Sognatori

o nel borgo dei Giganti con la coda di zucchero filato.

Il fiato che m'è rimasto ti farà compagnia, e non solo oggi.

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Commenti  

mybackpages
+1 # mybackpages 23-03-2017 09:47
Il titolo e il primo verso della poesia sono una citazione di "Et voila" di Antonia Vono, della quale questi versi vogliono essere una specie di proseguimento o di approfondimento. Sono stati scritti direttamente sulla pagina facebook di Antonia, dopo che aveva pubblicato "Et voila". Il risultato è quello che vedete, nulla è stato toccato, rispetto a quanto scritto in presa diretta.
Antonia Vono
+1 # Antonia Vono 24-03-2017 08:52
Ci sono tracce di passato e di tutto ciò che è in ognuno di noi, se è il silenzio a vibrare tutto può succedere.
La scrittura unisce, quando scaturisce dalla semplicità-
Ti ringrazio, la leggo e trovo ci sia l'essenza della poesia.
Un saluto,alla prossima
Antonia

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