Era stanco il pellegrino
i suoi piedi piagati da un
viaggio che sembrava eterno
lo conducevano in territori oscuri
dove le vie non erano tracciate
dove il fuoco non scaldava lo spirito
il corpo segnato dalle rinunce
mostrava le cicatrici di infinite tentazioni
ma la sua mente era lucida
il suo pensiero limpido
la sua anima irradiava
i segni luminosi della speranza
nonostante il buio
attorno a lui volesse la sua servitù
sapeva che altro ristoro non c’era
se non dove si sarebbe compiuto
il tragitto verso l’ultimo rifugio
e le sue preghiere avrebbero sfiorato
il cielo là dove la cima delle montagne
accarezza l’aura notturna della luna.

Commenti
Molto bella!
Ciao
Aurelio
ammiro la determinazione di questa poesia ... veramente sentita
Un saluto cordiale