Svogliatamente approccio questi fogli,
avanzi ch’ancor narrano emozioni
ch’or sembrano soltanto rami spogli
nella più triste delle mie stagioni.
Non si rinnoverà una primavera,
ché l’ultima stagione sto vivendo
e s’avvicina l’ultima frontiera
di quel viaggio ineffabile e stupendo
d’itinerario forse ineluttabile,
così come la nascita e la morte,
del qual non so quant’io sia responsabile
ch’io sempre m’adattai alla mia sorte.
E pure se la vita m’ha appagato
vorrei sfidar quei critici momenti
che all’ultimo destino m’han portato
laddove altri destini si son spenti,
e assister a infinite narrazioni
alzati i miei sipari a nuove scene,
io spettator dai vecchi miei loggioni
ov’or quanto vissuto mi contiene.
Tiranna è libertà nell’esistenza
ch’è illusorio guidar la propria vita,
nè sento una fatale Provvidenza:
caso e necessità fan la partita.
Di libertà fu inconscia la finzione,
mi resi tëatrante e improvvisai
la parte mia, ma in ogni situazione
su ignoto canovaccio recitai.
Pur l’ubrïaco libero si crede
perché ancora altro vino intende bere,
ma ignora donde vien cotanta fede:
è l’ebbrezza che guida il suo volere. (*)
(*):“L’uomo è come l’ubriaco, che crede di essere libero perché vuole il vino, ma non sa di volere il vino perché è ubriaco” (B. Spinoza)
avanzi ch’ancor narrano emozioni
ch’or sembrano soltanto rami spogli
nella più triste delle mie stagioni.
Non si rinnoverà una primavera,
ché l’ultima stagione sto vivendo
e s’avvicina l’ultima frontiera
di quel viaggio ineffabile e stupendo
d’itinerario forse ineluttabile,
così come la nascita e la morte,
del qual non so quant’io sia responsabile
ch’io sempre m’adattai alla mia sorte.
E pure se la vita m’ha appagato
vorrei sfidar quei critici momenti
che all’ultimo destino m’han portato
laddove altri destini si son spenti,
e assister a infinite narrazioni
alzati i miei sipari a nuove scene,
io spettator dai vecchi miei loggioni
ov’or quanto vissuto mi contiene.
Tiranna è libertà nell’esistenza
ch’è illusorio guidar la propria vita,
nè sento una fatale Provvidenza:
caso e necessità fan la partita.
Di libertà fu inconscia la finzione,
mi resi tëatrante e improvvisai
la parte mia, ma in ogni situazione
su ignoto canovaccio recitai.
Pur l’ubrïaco libero si crede
perché ancora altro vino intende bere,
ma ignora donde vien cotanta fede:
è l’ebbrezza che guida il suo volere. (*)
(*):“L’uomo è come l’ubriaco, che crede di essere libero perché vuole il vino, ma non sa di volere il vino perché è ubriaco” (B. Spinoza)

Commenti
Quanto ai contenuti, forse per me questo è diventato un mantra, ma ho molte riserve sul concetto di "libertà" individuale, intesa non in ambito politico o giuridico, ma nel suo più profondo senso metafisico (passami il termine, forse improprio). Dopo tanti anni sono consapevole di quanto la mia vita (che non è certo stata quella di uno sconfitto) sia stata guidata da casualità sul momento imponderabili. Per parafrasare scherzosamente Villaggio/Wertmüller : io speravo solo che me la cavavo.