M'infrangessi nella stratosfera,
in un pulviscolo di tizzoni argentati,
non faresti a tempo
a far girare un ignaro passante,
che non ci crederebbe.
Diventerei il tuo segreto scomodo
e la scomodità di un segreto.
Pur sempre un segreto.
Né un regalo per troppi, né troppi per uno.
Se m'infrangessi,
a bocca aperta,
berresti un sorso
di chi ha perso qualcosa di sé.
E brucerebbe magnificamente la gola.
