Seduti qui
a raccontarci l’infinito,
con questa pagina di cielo
piegata sui nostri errori,
come anime senza indirizzo
perdute in pentagrammi d’aurore,
così un battito d’esistenza
incontra un inciso di malinconia
nel quieto accendersi del nostro eco.
Se i ricordi fossero rose senza spine,
nevicherebbero latitudini anonime
ed un soffio di brina cadrebbe
come nuovo alfabeto
sulle finestre dei nostri appuntamenti,
saremo mai nuvole
che si amano nel vento?
