È come cupa selva attraversare
quando dell’anima vo per sentieri
senza voce o parole poter dare
a emozioni vestite di pensieri.
Non c’è amica che possa accompagnarmi
a riviver con me quel ch’ho vissuto,
non c’è amante cui possa rivelami
in ciò che ho percepito, ch’ho veduto,
il fruscio di sfuggenti selvaggine
il volo dei rapaci sulle prede
i profumi dei fiori e loro spine
le ninfe cui il cuore si concede,
il sapore del pane nei rifugi,
i tramonti, i bagliori dei falò,
gli ardori, i timori, i sotterfugi
per riaver un amor che se ne andò.
Sicché quello che provo a rivelare
è solo una distorta fantasia
che narro per poter affabulare
le viandanti che incontro per la via.
E ora che ho incrociato la tua strada
e avverto le tue stesse reticenze
nella nebbia tra noi che mai dirada,
ti trascino con me nelle impudenze
per lasciare parlare i nostri sensi,
quel linguaggio che all’anima conduce
silente chiaroscuro a quel che pensi
ch’è quello che di te più mi seduce.
quando dell’anima vo per sentieri
senza voce o parole poter dare
a emozioni vestite di pensieri.
Non c’è amica che possa accompagnarmi
a riviver con me quel ch’ho vissuto,
non c’è amante cui possa rivelami
in ciò che ho percepito, ch’ho veduto,
il fruscio di sfuggenti selvaggine
il volo dei rapaci sulle prede
i profumi dei fiori e loro spine
le ninfe cui il cuore si concede,
il sapore del pane nei rifugi,
i tramonti, i bagliori dei falò,
gli ardori, i timori, i sotterfugi
per riaver un amor che se ne andò.
Sicché quello che provo a rivelare
è solo una distorta fantasia
che narro per poter affabulare
le viandanti che incontro per la via.
E ora che ho incrociato la tua strada
e avverto le tue stesse reticenze
nella nebbia tra noi che mai dirada,
ti trascino con me nelle impudenze
per lasciare parlare i nostri sensi,
quel linguaggio che all’anima conduce
silente chiaroscuro a quel che pensi
ch’è quello che di te più mi seduce.

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