Nell’ora degli agognati silenzi
un’aquila rasava il grigio attorno
squarciando nubi indifferenti al volo,
cercando forse qualche luce nuova.
L’ho vista bene dal più alto picco
di quella travagliata introspezione
nel mezzo di preghiere e di speranze
per il mio mondo che volevo terso.
D’un tratto poi sparì di là dal cielo
e dietro sé granelle d’aria mossa
firmavano ricamo ‘sì fugace
da rammentarmi il tempo che volava.
Smorzai la delusion della scomparsa
volgendo gli occhi ad un sorriso vero
rubato ad un fanciullo che giocava
con un pallone azzurro, bianco e verde.
Che l’una avesse ciò che ricercava
e l’altro osasse di bloccare gli anni,
fu desio, comparso all’improvviso
siccome fa il delfino quando emerge
se ha voglia di mostrarsi ancor più bello.

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