Il gelo avea la bocca pronta al morso.
In quel primo mattino di novembre
splendean mille gocce di rugiada.
Parean stelle date per disperse
planate nella notte dei misteri
in un girovagare non prudente.
Il faggio dei segreti ricevuti
dai tanti innamorati dell’estate
battea rami per il freddo intenso.
Convinto fossi in un sinistro loco,
di sasso, trasecolai sì tanto
da guadagnar di corsa via di fuga.
Stremato arrivai alla locanda
e a Silvana tutto raccontai.
Lei mi placò con voce sua di fata.
Ciò che hai visto tu, pria, nel bosco
risponde, giuro, soltanto a verità.
Scrollarti devi il tuo terrore stolto
di credere che il bello non esiste.
Ti prego, adesso torna lì nel bosco
e guarda se quel faggio trema ancora.
Ma non toccar le gocce di rugiada,
potrebbero ospitar residue stelle.
Il sol le scioglierà quando lui crede.

Commenti
Paesaggio montano che ci tuffa in uno spettacolare mattino di novembre fra natura ed amore, dove la rugiada non sono gocce d'acqua ma stelle.
Buona serata!