Sonetto di endecasillabi a maiore in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Io rimuovo le croste del passato
e ogni taglio riprende a sanguinare;
do il comando, riprovo a formattare
ma è il supporto che pare sia bacato.
Tutto il bello l’ho già dimenticato
ma era poco, due gocce in mezzo al mare,
mare pieno d’orrori da scordare
ma dai quali son più perseguitato.
Possa Alzheimer donarmi un dolce velo
senza farmi pensare alle domande
che son senza risposte e danno gelo
mentre la sensazione già s’espande
che mentre acqua precipita dal cielo
sia ben altro a bagnarmi le mutande.
19/03/2026

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