metto la freccia e mi giro a sinistra
per vedere se ci stavano auto
oltre il vetro di un’auto parcheggiata
dall’altra parte della strada
noto i riccioli neri di un ragazzo adolescente
con la faccia persa, l’occhio stanco malinconico
e la testa poggiata sul finestrino di dietro
mi ha ricordato di tutte quante le volte
stavo dietro ad aspettare
qualche noioso necessario servizio di mamma
di quando mentivo a qualsiasi domanda
poiché allora nessuno poteva capire
le piccole tragedie clandestine
che non facevano voto
mi rivolto subito avanti e parto
in quel vetro c’era
qualche spicchio di cielo invernale
anche
