C’era una strada costeggiata da alberi di ulivo,
dove d’estate l’estate era veramente estate.
Nel sogno si confondono all’ossido di carbonio
le allegre passeggiate, il profumo dei tramonti
ed il frastuono della felicità.
Ero un bambino, allora,
con gli occhi grossi e il cuore a patata.
C’era una strada costeggiata da alberi di ulivo,
ed ora forse non c’è più.
C’era una strada costeggiata da alberi di ulivo,
che ancora segna, nelle mie notti gotiche,
il confine fra la lana del passato
e l’acrilico del presente.

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