Sfioro con lo sguardo

il tuo viso

poso una carezza

sul freddo vetro di una fotografia

e nel tempo indietro ritorno

mentre una morsa mi stringe il cuore

Ricordo la mia piccola mano

stretta nella tua

grande forte

sicurezza, amore protezione,

di felicità batteva il mio cuore

Tra noi uno sguardo

un sorriso

intendere ci faceva i pensieri

poche parole,

non amavi gli abbracci

che anelavo per il calore

di figlia adolescente

sapevo che c'eri

Quando il buio mi rapì

allontanandomi dal mondo

sulla pelle vivevo

la tua sofferenza, l'impotenza

i tuoi occhi belli e lucenti

si facevano lago

di lacrime che cadere non volevano

Mi manchi come l'aria

vorrei ora come allora

rivivere gli incontri casuali

sulla piazza del paese,

avanzavi col tuo passo fiero

con l'umiltà che ti distingueva

l'onestà che mi hai donato...

che gusto speciale quei caffè

bevuti insieme al tavolo di un bar!

L'ultimo tuo Natale fu in agonia

non ci fu più Natale per me,

l'ultimo bacio

lo posai sulle labbra fredde

della morte che ti rubò la vita

Ti sento sei qui sempre

ti saluto con la parola più dolce

ciao Papà


 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Te ne sei andato 
stella della canzone
italiana
il tuo esordio 
è stato strepitoso 
hai toccato il cielo
con un dito 
che ti ammirava
dirigendo 
i tuoi concerti 
emozionanti
tenuti da un carattere
schivo 
ma di molta umiltà
colma di brio 
in un talento 
lunghissimo

straordinario 
che gioiosa mi rendeva
non appena lo sentivo
in simpatiche armoniose canzoni
e ultima apparizione
per gli italiani 
ora tristi per te

Dedica a Lucio Dalla


 
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Camici bianchi
aleggiano silenziosi tra stanze e corridoi,
passi leggeri dentro quelle strane scarpe,
targhette identificative,
fantasmi svolazzanti che non sanno leggere gli sguardi,
sono solo camici bianchi.

Nel mio peregrinare ne ho incontrati tanti,
camici bianchi che con quelle mani
sono riusciti a procurare danni
al corpo e all'anima.

Poi, il fato ti bacia,
finalmente il camice prende forma,
sembianze, e quel volto,
quelle mani sono di nuovo vita.

Il camice veste l'uomo di medicina
e quel volto non lo dimenticherai più,
un amico, un consolatore, il curatore,
colui che ti prende per mano
e ti accompagna lungo un sentiero scosceso,
pronto a sorreggerti.

Nei momenti grigi il sole lo riaccendono gli amici,
quelli veri,
che sanno restituire la voglia di combattere
e ancora più importante,
la fiducia.

Cari amici, voi che avete il dono della sapienza,
della lungimiranza e soprattutto
una grande umanità,
siete una grazia di Dio.

Posso capire il dolore che dovete superare
quando vi trovate costretti a lasciare andare
chi è chiamato a vita nuova,
il fato decide
e il segreto della vita e della morte
non può essere gestito.

Il medico amico,
seppure piccolo diventa un gigante
che sostiene il peso del mondo,
è il musicista che ti allieta l'anima,
il pittore che disegna meravigliosamente una nuova alba,
colui che spolvera i colori grigi
e li fa brillare di tutti i toni dell'iride,
ti sa parlare
scendendo nei meandri più oscuri dell'anima
e riaccende fiammelle che sfavillano
creando forza e speranza.

Grazie amici miei,
vorrei inventare una parola nuova
per esprimere tanta emozione,
ma voi che sapete guardare attraverso gli occhi
fin dentro al cuore
riuscirete a leggere
quanto ci sia di amore.


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Profilo Autore: Fiorella Gennari  

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E parlando di te ho trovato me
nelle righe di uno scritto lasciato nel tempo
nelle struggenti note di un pianoforte
e chiedendo di te al mondo
ti cercavo nelle risposte lontane nel silenzio

Suoni, rumori, odori, sapori
e parlando di te 
ho cercato di me
e chiamando te 
richiamavo me.

e nel dubbio di un momento sparso nel vento
chiedevo a me di ritrovare te.


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Profilo Autore: Antonella Soddu  

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Perché se è vero che "per" sempre è indebito
(e forse anche un po' ridicolo),
tu disegni "da" sempre il mio infinito.
Perché sai essere Oltre:.
la logora retorica dell'amore
e la misera esperienza d'una promessa.
Perché nel gorgo perverso del tempo,
nella tempesta devastante dei perché,
nel più inatteso prodigio,
fissi noi due in un fermo-immagine:
l'ironia eternante di un sorriso.


 
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Profilo Autore: alessandro manganozzi  

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Perché le parole sono spesso sfiati
di bombole esauste.
E le soste (o le pause) atti
di puro egoismo.
Perché il futuro che si fantastica
non è, poi, che una triste riedizione
del passato
(e ciò che si desidera
non coincide mai con ciò che si vuole).
Perché avremmo voluto amare
con eterna onestà
e abbiamo invece peccato di superbia.
Perché ogni volta che ti guardo
vedo l'Alessandro che non sono stato
e avrei tanto voluto essere.
Perché sei in fondo il riflesso
d'un impegno che attraversa l'amore
e che va ben oltre le pur nobili
intenzioni di un padre e una madre.
Perché sei migliore d'ogni mio sogno
e ovviamente, di me.
Perché autorizzi ogni giorno
l'azzardo della speranza
e si dà il caso che la riconoscenza sia la parte
meno deperibile dell'amore.
Perché sei incurabilmente
parte di me,
Corinna.
E come ogni meraviglia,
sei tutto ciò
che assolutamente non merito.


 
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Profilo Autore: alessandro manganozzi  

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Mi lasciai trafiggere

 

dal raggio di luce

 

che spazzò via all'istante

 

il tempo,

i ricordi,

il cammino percorso

che si sgretolava

... tra le dita

e il corpo mio diventò

una clessidra

che scandiva il tempo

il tempo

concessomi per ..respirare.

 

Rimasi folgorata

 

dal raggio di luce

 

tra le poche elette

aprii la porta segreta

e sentii col cuore

cosa intendeva Dio...

quando creava...l'amore.

 

Adesso che nel miracolo

mi sono immersa,

ho visto,

sentito

adesso che ho sbirciato

nella divina coscienza.

 

Ti lascio...

Ti lascio andare.

Ti lascio alle onde del mare.

Ti lascio volare.

Ti lascio...

 

Poichè TU

sei L'Amore.

Limpido.

Semplice.

Divino.

Amore puro.

IRRAGGIUNGIBILE.
 

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Era bella lei 
ragazza dal sorriso
radioso
come il sole 
a primavera 
Fu costretta ad abbandonare 
il mondo 
di felicità 
e dignità
per rifugiarsi in un altro
avvolto 
in una deludente sottile speranza
che leggeva 
attraverso il silenzio 
degli occhi
addolorati 
della gente 
la quale forse avrebbe voluto 
abbracciarla 
intensamente 
per trasmettere il loro affetto 
che provavano per lei 
Viveva, morendo 
nel lungo struggente calvario 
della volontà 
di un forte, coraggioso padre

Dedica a Eluana Englaro
 

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Uomo della musica, sei in contatto diretto con Dio
che grande dono hai ricevuto, parlare una lingua universale che trasmette infinite emozioni.
Le note come barriere, attraversano la strada quando meno te lo aspetti, sbarrano il cammino e obbligano a guardare oltre.
Gancetti incastonati di pietre preziose, riescono ad illuminare il buio più profondo, intrisi di profumi soavi che arrivano al cuore
e stimolano la fantasia, lasciando assaporare una inebriante irrealtà.
Si può cambiare strada, incontrando una barriera, oppure saltarci sopra e lasciarsi scivolare oltre il grigio che ci attanaglia l'anima.
Note musicali come mani dalle dita sottili, che si tendono per portare fuori dala mediocrità.
Al cospetto della musica è impossibile stare statici, il tempo si comprime, si espande, crea e trasforma.
Le ombre entrano in un' autonoma dimensione. 
Il pentagramma non ingabbia il pensiero ma come l'arco schiocca via lontano le briglie dell'anima.
Nella creazione dell'universo musicale Dio ha donato il meglio di se.
Musica, melodia divina, energia che fa battere il cuore tumultuosamente.
Quello che non riesco ad esprimere con le parole, implode dentro di me, ogni frammento crea nuova carne e sangue, senza tempo, fisicità e umana materialità.
Grazie uomo della musica, per me potresti non avere nome, sei la bacchetta magica, il pifferaio che conduce verso un grandioso arcobaleno e lascia assaporare tuti i colori dell'iride.
Ci si può perdere,
ma mai senza trasformarsi in farfalla dalle ali sottili, vivere un solo giorno abbracciando la pienezza di una vita intera.

 
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Profilo Autore: Fiorella Gennari  

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Risultato immagini per madre

Dolore al cuore
tristezza e pianto
torna il ricordo
della donna più amata
il dolce sorriso
ascoltava curiosa.

Sguardo di madre
che mai più ritorna
quando disse figlio 
per l'ultima volta
carezzando la mano
si addormentò per sempre
la donna più amata
madre paziente....

Dolore al cuore
un ricordo sbiadito
la foto ingiallita
logorata dal tempo.

Madre sorridi 
chiudi gli occhi pian piano
un ultimo bacio
adesso riposa.

 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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 Nessun  rintocco
Resta muta la campana
Non vale la pena agitarsi per te
in un giorno in gennaio
sotto le gelide volte gotiche
col giardino che fuori si scalda
ai raggi dell’ultimo sole del giorno
Ecco il gruppo sparuto di maschere
che non t’ha mai rivolto un pensiero
che s’alza e si siede pregando a comando
e trema di freddo tra i banchi
sognando una tazza di tè
Ti lascio sola
come solo così si è soli
e si è nulla
Come prima di esserci
Sprofondo le mani  nelle tasche
un brivido lungo la schiena
Ripercorro i passi fatti dietro di te
Torno a casa
e ti sento ancora parlare
poi straparlare
e farti risate di sana follia
che ascoltavo di notte

 
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Profilo Autore: Rebecca  

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Il vento in un soffio
disperde
le molecole di polvere.
Sepolte sotto le foglie
stanche e cadenti
calpestate
da passi estranei
giacciono in silenzio.
Dolore senza colore
urla senza voce
velate dal brusio
di una natura
feroce.
La morte non perdona
colpisce a ruota
chi portiamo
nel cuore.
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Profilo Autore: Viola  

Questo autore ha pubblicato 32 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Fiato corto, cuore che batte,

emozione che affligge

all’orizzonte il nero si avvicina

mettendo paura.

Una tempesta in arrivo

spazza via  gioie dolori emozioni

improvvisamente tutto diventa buio

nulla ha più un senso,

un nera marea di fango e sabbia

scivola via trascinando tante storie

e 36  vite.

Il silenzio assordante

copre le grida di dolore

e affonda nel buio la speranza,

angeli volati via

trascinati dalla nera signora

rapiti agli affetti

bagnati dalla pioggia e dalle lacrime

stelle che ora brillano e che emozionano

stelle che ci illuminano stelle che meritano

la quiete dopo la tempesta

una quiete che si chiama giustizia.

 

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Ripenso spesso a quelle tue bandiere

rosse di vita, al sole sventolanti.

Profumate come profuma la tua gente

che prende l'aspro dell'aria dei tuoi luoghi,

degli animali, della frutta fresca,

del mondo del lavoro che si desta

in un'Italia lontana, troppi anni...

da troppi anni ormai dimenticata

oltre i confini dell'intelligenza.

 

Caro Pier Paolo,

vorrei poterti a volte raccontare...

darti in pasto ai miei figli come cibo,

un nutrimento alto, necessario

anche soltanto per apprezzarne il gusto.

 

Vorrei potergli dare una bandiera

o anche solo fargliela vedere,

offrire a loro il tuo stesso sogno

ed il tuo amore per il suo colore.

 

Le mie bandiere, più nuove di trent'anni,

le sento in mano, le vedo sventolare

adesso e qui, adesso come allora.

 

Le rosse bandiere di giovane operaio

di fabbriche occupate, degli odori

di quando in mille andavamo a mensa.

 

Sono le rosse bandiere dello studio

dell'università, del sessantotto

della mia libertà, dell'arroganza,

del primo sesso, della mia '600.

 

Io di campagna...

portavo in giro una bandiera rossa

per il Vietnam, Fidel, il grande Cile

e soprattutto per i miei vent'anni.

 

Contro Governi che ci han macchiato

contro Governi che ci han segnato.

 

Quelle bandiere a cui mi son legato

erano giovinezza, erano ansie

erano me, un noi, il mio futuro.

 

quel rosso di bandiere impolverate,

vantate con onore e consumate

contro le stragi, lungo un'esperienza

che troppo presto si è dimenticata.

 

L'ultima volta era un funerale

in una Roma tutta imbandierata,

portavo il mio saluto a un uomo onesto

lui Sardo, io di campagna

le tue “belle bandiere”

e tanta gente intorno.

 

Scritti così sembrano ricordi

ricordi di un nostalgico invecchiato,

Scritti così sembrano rimpianti

di un uomo che guarda indietro

rivolto sempre verso il suo passato.

 

Niente ricordi e nessun passato

solo il colore rosso preferito

solo il colore rosso rispettato.

 

Solo emozioni sul bene che ti voglio.

Solo emozioni per la tua lezione.

 

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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Ripetevamo: siam nel duemila!

anni fa, che col passato misuravam il presente.

Ma quando vissuti abbiam, dodici anni in fila

continuiamo a dirlo ché non cambiò proprio niente.

 

Un anno ancor, trascorso è tra alti e bassi

e uno nuovo ne arriva con la benedizione del Signor.

Per il vecchio ci si sente ancora dai fatti delusi,

il nuovo già lo vediam per certi aspetti miglior.

 

L’auspicio caratteristica è di noi brava gente

che il passato cerchiam di toglierci dalla mente,

anche se gli eventi trascorsi nel vecchio anno

abbian procurato ad ognuno un ingente danno.

 

Il duemilaundici, finito, sta partendo

per lasciare il suo posto a un tempo che, quando

giunger si scorge, festeggiar ci vede coi botti

quasi come per uccidere spettri ostili,

accogliendo, gioiosi, un ospite di riguardo

che, come noi, felice d’esser, si presenta come Nuovo Anno!

 

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Profilo Autore: Maurizio Vecchi  

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