Veloce orbita veemente,
là dove il tempo doma
in gravità ch’è assente
fluttuandone la chioma,
la Samantha sorridente
che confondesi col sol
quando più volte appare
nel dì celere in vol
repente assurto al mare
come stesse a fare un goal
nell’angusta navicella
tra i comandi e i compagni
d’avventura e di novella
a desinar privati e bagni
di sognar no: ritorno appella…
… fluite decadi “oh, my God!” una ventina
per, al finir d’un viaggio così lunge
la navigante tanto simile a fatina,
poter goder d’odor d’erba che punge
‘sì amata dai puelli –ella– Fata Turchina…!
4 commenti
Anni intensi,
emozioni folli,
a volte
anche poco felici.
Il cuore riceve
ed accumula tutto.
Come i mulini
girano ininterrottamente l'acqua
scalino dopo scalino.
Cosi passano
i giorni,
gli anni,
senza fermarsi mai.
Come un fiume in piena
arriva alle cascate
tuffandosi nel vuoto.
Senza sapere
che il letto del fiume
è li ad attendere
che passi la tempesta
e l'acqua
torni ad essere calma
limpida
per continuare il cammino.

BUON ANNIVERSARIO CATERINA E ROMEO, CHE QUESTA PROVA VI UNISCA ANCORA DI PIU'.
emozioni folli,
a volte
anche poco felici.
Il cuore riceve
ed accumula tutto.
Come i mulini
girano ininterrottamente l'acqua
scalino dopo scalino.
Cosi passano
i giorni,
gli anni,
senza fermarsi mai.
Come un fiume in piena
arriva alle cascate
tuffandosi nel vuoto.
Senza sapere
che il letto del fiume
è li ad attendere
che passi la tempesta
e l'acqua
torni ad essere calma
limpida
per continuare il cammino.

BUON ANNIVERSARIO CATERINA E ROMEO, CHE QUESTA PROVA VI UNISCA ANCORA DI PIU'.
Il mare ormai non è più calmo
le onde trafiggono la riva
e mentre in strada paralvamo
tu guardando la vigna dicesti: bentornato settembre
sembra ieri che mi amasti tra gli ombrelloni
e la sabbia
sembra ieri che mi giurasti amore però
oggi te ne vai
con l'estate te ne vai
e il bicchiere mi fa compagnia
scaccia il pianto
mi ride in faccia che fa
smorfie di noia di ricordi sbiaditi
ma passati soltanto pochi giorni fa
Il mare ormai l'ha svuotato la pioggia
il vento puntuale qui
in questa campagna pianura di sole
oggi c'è pioggia e donne alla vigna però
gli ombrelloni chiusi negli scatoloni
e l'estate dentro milioni di foto
e tu via da lui via con lui ma con il segno di me
sulla tua pelle dentro i tuoi occhi
e nei tuoi addio
so che tornerai
col sole e il caldo
ma con la neve e il freddo tra le sue braccia sarai
sognerai...
le onde trafiggono la riva
e mentre in strada paralvamo
tu guardando la vigna dicesti: bentornato settembre
sembra ieri che mi amasti tra gli ombrelloni
e la sabbia
sembra ieri che mi giurasti amore però
oggi te ne vai
con l'estate te ne vai
e il bicchiere mi fa compagnia
scaccia il pianto
mi ride in faccia che fa
smorfie di noia di ricordi sbiaditi
ma passati soltanto pochi giorni fa
Il mare ormai l'ha svuotato la pioggia
il vento puntuale qui
in questa campagna pianura di sole
oggi c'è pioggia e donne alla vigna però
gli ombrelloni chiusi negli scatoloni
e l'estate dentro milioni di foto
e tu via da lui via con lui ma con il segno di me
sulla tua pelle dentro i tuoi occhi
e nei tuoi addio
so che tornerai
col sole e il caldo
ma con la neve e il freddo tra le sue braccia sarai
sognerai...
A te Cavaliere
dedico oggi i miei versi,
alla tua gentilezza,
alla tua amicizia.
A te
che sei il giustiziere
il robin hood
sempre dalla parte
dei più deboli e indifesi.
A te
che mi fai sognare
con i tuoi versi.
A te
che mi fai emozionare.
A te
cavaliere d'altri tempi.
Cavaliere sincero
e profondo.
A te
cavaliere che combatti
contro i demoni.
A te
va oggi il mio pensiero,
la mia dedica speciale
per un'amico.
TANTI AUGURI BUON COMPLEANNO MAURIZIO.
M’insegui…… e io t’inseguo,
nel culto geloso ed esclusivo
di chi promette molti amori,
e sa innamorare gli occhi.
M’insegui … e son tenace,
anche stremata ,innanzi
alla tua resistenza disperata
sulla strada profonda e solitaria,
rigorosa, e a volte tenebrosa.
Ma l’anima esule,
in te si fà intensa
in te si fà intensa
di tutte le angosce e i teneri deliri.
E non sento limiti all’ardire,
divento oltre… sempre oltre,
avanti scorro, come scorre la tua acqua
nell’invisibile clessidra.
Oh, donna di piacere, tentatrice errante,
e di bellezza, Venere implacabile!
Creando, accogli l’estrema agonia
di ogni feroce indifferenza.
Come Persefone, sei signora delle ombre,
nei luoghi delle agitazioni umane,
che come giochi di vento
divengono polvere
nel cammino a breve termine.
nel cammino a breve termine.
Ammiro la potenza del tuo divenire lieve,
ti osservo, vestita della tua anima
tenera ed eroica,
tenera ed eroica,
così da poter essere uccisa,
distrutta, immolata… senza sangue!


È bastato un istante
In un giorno qualunque
Per distruggere una vita ,una città
Perdere tutto nel buio sgretolando
e finito in polvere è bastato poco
Con le mani scavavano uomini venuti da ogni paese
aiutando disperati e più senza forze
e con la speranza di trovarli ancora vivi
Dolore lacrime lamenti
nella notte di agosto
Stringono il cuore
È tremata la terra e trema ancora
Ma ancor di più tremano le anime
Paura, perdita, pianti e tanto dolore
(Dedico questo hai terremotati di Amatrice)
In un giorno qualunque
Per distruggere una vita ,una città
Perdere tutto nel buio sgretolando
e finito in polvere è bastato poco
Con le mani scavavano uomini venuti da ogni paese
aiutando disperati e più senza forze
e con la speranza di trovarli ancora vivi
Dolore lacrime lamenti
nella notte di agosto
Stringono il cuore
È tremata la terra e trema ancora
Ma ancor di più tremano le anime
Paura, perdita, pianti e tanto dolore
(Dedico questo hai terremotati di Amatrice)
Erano tornati tutti laceri ed eguali
l’operaio, l’industriale e lo strozzino
la terra aveva tremato, i sopravvissuti
avevano fame e non c’erano coperte
per il freddo, l’Italia era un paese rurale
e la grande guerra era appena iniziata. Il male
aveva varcato il confine, ma c’erano vette
ancora da superare, non c’erano aiuti
per tutti, la morte era l’aguzzino
che t’aspetti bussi alla porta dei cieli.
Mangia le tue cambiali, ingozzati con esse
la pietà era morta e la nebbia di polvere
era una cappa opprimente. I cavalli sfiniti
gli uomini con la divisa avevano le mani
piagate dallo scavare, le pietre erano cumuli
dirette verso il cielo intristito. I cavoli
per cena, non solo a merenda, c’erano umani
che inseguivano sussurri di vita tra i relitti.
Ignazio cercava la madre e pensava di avere
il destino segnato. Già si scavavano fosse.
Altri ridevano pensando agli affari di domani
è la vita degli sciacalli, non c’è niente
da fare, Fontamara era di là da venire, teneva
tutto a mente per denunciare ogni abuso.
Trovò la madre che non respirava, il fuso
orario della vita si era appena chiuso
in quella terra dolente. Sembrò tutto confuso
poi, però, fu chiaro come il sole. Splendeva
l’alba e le acque erano chiare, la lente
era puntata sull’infinito, erano nude le mani.
l’operaio, l’industriale e lo strozzino
la terra aveva tremato, i sopravvissuti
avevano fame e non c’erano coperte
per il freddo, l’Italia era un paese rurale
e la grande guerra era appena iniziata. Il male
aveva varcato il confine, ma c’erano vette
ancora da superare, non c’erano aiuti
per tutti, la morte era l’aguzzino
che t’aspetti bussi alla porta dei cieli.
Mangia le tue cambiali, ingozzati con esse
la pietà era morta e la nebbia di polvere
era una cappa opprimente. I cavalli sfiniti
gli uomini con la divisa avevano le mani
piagate dallo scavare, le pietre erano cumuli
dirette verso il cielo intristito. I cavoli
per cena, non solo a merenda, c’erano umani
che inseguivano sussurri di vita tra i relitti.
Ignazio cercava la madre e pensava di avere
il destino segnato. Già si scavavano fosse.
Altri ridevano pensando agli affari di domani
è la vita degli sciacalli, non c’è niente
da fare, Fontamara era di là da venire, teneva
tutto a mente per denunciare ogni abuso.
Trovò la madre che non respirava, il fuso
orario della vita si era appena chiuso
in quella terra dolente. Sembrò tutto confuso
poi, però, fu chiaro come il sole. Splendeva
l’alba e le acque erano chiare, la lente
era puntata sull’infinito, erano nude le mani.
Per discordia di moti, e forze tumultuose,
nel rombo, e nel sibilo,
la terra ebbe rovina.
la terra ebbe rovina.
Rumori mai uditi esplosero,
i ponti e le torri s’immersero
i ponti e le torri s’immersero
nel trasfondersi impetuoso
di un tremito improvviso.
di un tremito improvviso.
Nel roteare e nel tumulto,
ogni suolo fu sottratto ai piedi
ogni suolo fu sottratto ai piedi
ed ogni volontà si spense.
Eppur …la sera,
le città avevano affidato
le preghiere al Tempio!
Eppur …la sera,
le città avevano affidato
le preghiere al Tempio!
Nel brivido più freddo furon colte,
e in severa stanchezza stese al suolo
dissolte, in rovina e confusione.
Allora si comprese il coro tragico
di voci crollate nel baratro,
scomparse, inghiottite, senza lasciar traccia.
scomparse, inghiottite, senza lasciar traccia.
Ora, la Grande Madre, guarda
la sventura dei suoi tremanti figli.
Cerca di intuire e trovar per la tragedia
nuove travi e nuovi scudi.
Affannata è la ricerca per le vie ricurve
di nervi esasperati dall’indomabile agonia;
Dal calare lento, della luce
che colora il sangue, che non smette.
Scosse sono ancora le radici, resistenti e robustissime;
Scosse sono ancora le radici, resistenti e robustissime;
gli attimi son diventati ore
per ritrovare forme vive e nuova volontà...
..il desiderio di un avvenire più gagliardo!
..il desiderio di un avvenire più gagliardo!

E' nel crepuscolo della vita
in momenti di nemesi del pensiero
quando tutto diviene orizzonte d'ombra
nella stasi del tempo che confonde stagioni
e non annuncia ritorni di primavere
né di domani forieri d'alternanza
nel donare e nel ricevere sementi
in rigoglio di fioriture e fruttificazioni
che regalino profumi e sapori
a mitigare matasse di dolore.
E' in questo tuo tempo dell'io smarrito
che ti prendo amorevolmente per mano
mio simulacro di dolorosa assenza
che ai ricordi toglie spazio ed orientamento.
La tua mano nella mia
[anche se sono io a sostenerti adesso]
è musica appesa al cielo
che m'avvolge nella sua melodia
e sempre mi contiene
nel nido del tuo cuore.
L’esordio del mondo…
…pensiero dolente!
Nessuno osa dirlo, nessuno risponde
del peso delle pietre, del fluido dell’acqua,
del calore della fiamma.
Il Nulla e dal nulla?
Immensa paura nel pensiero dei mortali,
tesoro che non si fà scoprire,
oscuro vuoto, e seme perenne.
Nessuno sguardo riesce mai a tovarlo
eppure esso è, insieme alle cose
che riempiono i suoi spazi sacri,
e in cui tutto può passare
respirare vivere… cambiare.
Dove potrebbero mai ritirasi le onde e i pesci,
dove potremmo mai spostarci
se non nel vuoto, che l’aria riempie,
che è nei corpi e insieme a noi?
se non nel vuoto, che l’aria riempie,
che è nei corpi e insieme a noi?
…Benché ancora si voglia spender tempo,
bisogna ammetter solo,
del suo spazio indicibile ,nascosto fra le fronde,
negli oscuri nascondigli
dove ogni cosa agisce sopra l’altra
creando l’esile causa del vitale esordio.
Luce dona luce, acqua dona acqua,
frutto dona frutto.
Il lancio stesso scorre, nell'incessante divenire
dei lucidi astri…e la musica è soave:
...il vuoto è come l’amore quando nasce!
opera di: Lucio Fontana titolo: il vuoto attraversa la tela.

opera di: Lucio Fontana titolo: il vuoto attraversa la tela.

Tu sei come la primavera,
tutti ti accolgono con impazienza
dopo una lunga attesa provocata dal gelido inverno
Tu sei come il Sole che appare dopo un temporale,
splendente e luccicante all'orizzonte,
che si fa largo tra le cupe nuvole
Tu sei come la pioggia
che allontana la siccità e ristabilisce la vita
Tu sei come un fedele cagnolino
che scodinzola contento all'arrivo del padrone,
stanco da una lunga e impegnativa giornata
Tu sei come luce nelle tenebre,
restituisci la felicità nei momenti più bui
tutti ti accolgono con impazienza
dopo una lunga attesa provocata dal gelido inverno
Tu sei come il Sole che appare dopo un temporale,
splendente e luccicante all'orizzonte,
che si fa largo tra le cupe nuvole
Tu sei come la pioggia
che allontana la siccità e ristabilisce la vita
Tu sei come un fedele cagnolino
che scodinzola contento all'arrivo del padrone,
stanco da una lunga e impegnativa giornata
Tu sei come luce nelle tenebre,
restituisci la felicità nei momenti più bui
V’erano ancora azioni da compiere nel mondo:
conquiste da perseguire, sogni da svelare,
destini da salvare, enigmi da tentare.
Lui… dall’imprevedibile incontro,
figura di leggende, a interrogar misteri;
d’ispirazione fulminea, acuta,
aveva trovato la ragione eroica del vivere!
Così il suo naviglio d’oro
urtò nello scoglio a me vicino;
urtò nello scoglio a me vicino;
lo colsi nell’opera grande, e d’allegria forte……
Un sogno confuso,certo!
Ma, fù vero l’incontro.
Ma, fù vero l’incontro.
Il suono metallico del giorno,
attraversò la trasparenza del silenzio.
attraversò la trasparenza del silenzio.
Si spostarono le palpebre,
e fù di bontà dolce l'approdo,
nella più estrema comprensione.
Si smarrirono i luoghi,
la misura del tempo cambiò.
Fù, come l’ispirazione fulminea
che fa nascere poi, l’opera eterna.
La voce ferma e calda del suo lume interiore,
fù bisogno segreto di presentarsi
e confidare della sua fine giovinezza.
La sua entrata, bella e preziosa:
… si chinò ,a raccogliere le rose
che mie erano cadute!


Per lei scrivo rime molto gentili,
dolci e sottili,
per lei voglio rime leggere come la brezza
che sfiora il mare con tanta finezza,
rime sonanti come le sue urla
e rime scherzose come ogni sua burla,
rime taglienti come lame affilate,
rispecchianti la sua rabbia in certe grigie giornate,
rime pazze come le sue improvvise sfuriate,
rime allegre come i momenti passati insieme,
per lei che è saldamente forte
come una pianta che cresce robusta dal suo seme,
rime calde come le sere d'estate,
felici e spensierate.
dolci e sottili,
per lei voglio rime leggere come la brezza
che sfiora il mare con tanta finezza,
rime sonanti come le sue urla
e rime scherzose come ogni sua burla,
rime taglienti come lame affilate,
rispecchianti la sua rabbia in certe grigie giornate,
rime pazze come le sue improvvise sfuriate,
rime allegre come i momenti passati insieme,
per lei che è saldamente forte
come una pianta che cresce robusta dal suo seme,
rime calde come le sere d'estate,
felici e spensierate.
Tra nuove rovine, ed eterni ruderi
ogni giorno amo la mia terra,
la sua dura corteccia e le
sue braccia materne.
Le radici di pace dell’ulivo,
forti, nel segreto della terra
e l'esiliato mare.
Vie, fatte di legno e di carbone
vasi rotti e pianti infranti.
Echi remoti, e impervia pace...
Ahi! L’eterna decisione dell’andare!
Che se non fosse per il suo colore,
che verde ardente emana,
e le mille farfalle appese al sole,
il suo profumo d’abbandono,
terra di gioia e di miseria...
...se non fosse!
Se non fosse...
...se non fosse!
Se non fosse...
...Morente, incantevole prodigio che ci assale
per scioglierne le lacrime.







