so già di te e dei tuoi inganni, muta
è la lingua, gli anni trascorsi a cercarti
all’indirizzo sbagliato, capirò che amarti
non è stata una sorpresa, sei la stessa
di sempre, una variazione della farsa
in tre atti di vite in parallelo in mondi
contigui, bui gli angoli, grigi gli sfondi
i tondi e i quadrati della memoria perenne
e le parentesi aperte tra le pieghe di gonne
trasparenti. E ti dico, ora che sei caduta
del tempo che mi ha attraversato, della seta
che sei stata per un giorno e del resto
che non ho capito, se sono stato onesto
se non mi sono tradito, se nelle pieghe
del buio ho scorto la forza delle dighe
è perché ti avevo già vista in azione
così uguale alle altre, girata di spalle
a ordire trame dietro il riparo di folle
plaudenti. Qualcosa eppure è rimasto
un suono attutito, un'eco sottile al posto
della radiazione di fondo dell’anima
spenta. E se sei stata il passato del futuro
abortito sul nascere, il ricordo venturo
di ciò che non è successo, non crucciarti
leggimi, scrivimi e cercami tra le tue parti.

Pietre antiche
dove ogni angolo parla lingue diverse
dove piedi stanchi
hanno camminato trascinando vite
pietre che hanno visto volti
e respirato umanità
vecchie rimembranze di un passato
che a noi pesa
ma ci fa grandi
di ricordi senza età....
Roma caput mundi
La sola luce in questo buio pesto
che mi avvolge e mi circonda,
l'unico lumino che io accenda
in questa tremenda
selva oscura da cui vorrei fuggire al più presto
Il mio migliore sfogo,
e in questo mare in cui affogo
tu sei il mio salvagente,
mi culli amorevolmente,
come una madre
col suo piccolo in grembo,
come quando il tempo
si fa minaccioso di pioggia,
tu sei il mio rifugio,
l'imponente loggia
dove mi riparo
Tu sei il faro
che mi conduce alla salvezza,
allontani la mia morbosa fiacchezza
restituendomi vigore,
ti considero la compagna migliore,
nessuno sarà mai alla tua altezza
Mi fai battere il cuore
come un defibrillatore
Da sempre ti sei presa cura di me
Mi hai visto crescere, cadere e rialzarmi;
ed anche quando la vita sembra crudele mi tenevi per mano.
Ad una madre non puoi dire grazie, è una parola troppo piccola per tutto ciò che ella per te ha fatto e fa.
Ad una madre puoi solo dire ti voglio bene e te ne vorrò sempre
Due cuori che si sono ascoltati mai staranno l'uno lontano dall'altro.

Non più conforti nè fervore, mamma
Or trovo… Soltanto tormento !
V’è tetro in ogni mio stigio viandare…
E nuvolo dì, da l’alba, m’opprime!
Ah quante gemme, non brillan, d’allora…
Non posso non penar, d’attimi muti,
Non posso non sgorgar, stille scorate.
In un tempo diverso, altra letizia!
***
Dedicato a mia madre nel nono anniversario del suo addio terreno.
Alle spalle un gigante dormiente che ci ricorda quanto poco governiamo questo mondo
Di fronte un prato blu che accoglie qualche pescatore
Dietro di me dolci colline create di proposito per dare un senso alla parola panorama.
È un privilegio essere un tuo figlio
Grazie Napoli!
la mia è già una carezza

i miei silenzi carezzi
Gelide lacrime asciughi
e fra i solchi del tempo
irradi la tua luce
Mentre il curvo inverno
s'arrende lentamente al tepore
E io ancor non so
se correre senza ali
o il cuore stender tra gli aridi rami
Infinitamente mi manchi
ed Eternamente ti amerò!
lascia che ti dia del tu
avevi ragione
i giorni vanno come rasoi
tagliando deboli vene
e qualche fiammata
ci starebbe bene
nel tragitto vuoto
da un inferno all'altro...
Avevi ragione, sai
nessuno può salvarti
se non tu stesso
Devi solo vedere
se ne vale la pena
teoricamente dovrebbe valerla
sempre, comunque,
già, teoricamente
poi la pratica della vita
è un'altra cosa...
Hallo Bukowski
con la tua sigaretta torturata
tra le labbra
e la bottiglia, tua musa
ubriaca e ubriacante,
te la sei bevuta la tua libertà
tutta per bene
Hai rotolato i dadi ?
Si, credo tu fossi nel giusto
i giorni vanno come rasoi
e io li lascio andare sulla pelle
tra i tagli e il sangue
senza timore
Se devi tentare
fallo fino in fondo
"fino alla risata perfetta"
Mi discosto
torno bambina
e raccolgo senso e dolcezza.
I copioni
diventano versi
gli affreschi
costumi colorati e jabot in pizzo macramè
le parole
sillabe tramate da sensazioni sottili.
Volano da bocca in bocca
e improvvisano la vita.
Per qualche malinconico silenzio
ritrovo il passo .
Si spengono le luci
e di quel drappo rosso vellutato
che s'apre
ne ascolto il battito.
Silenzio!
Si va in scena...
Dalla mia penna escono parole
parole portate dal vento
che vibrano nell'aria
come libellule in volo
parole danzanti sotto forma d'amore
per poter aprire il cuore
parole intrecciate con fili potenti
che sollevano emozioni profonde
parole che inumidiscono occhi
oppure gridano gioia
parole che abbracciano il mondo
parole senza suono
parole d'amore per voi...
“Sovente, meglio amico che parente”…
Quei vecchi adagi - calmi, sussurrati -
Poi carezzavi astrusa riflessione,
Quanto avevi ragione…
che di Saggezza fosti Principessa !
come lanterne sono i giorni,
ciondolano come respiri fra emozioni di quiete e tempesta,
son fasci di speranza e d'occasioni,
sguardi silenziosi dalla vita regalati.
T'auguro che sempre rischiari l'anima questo scorrere d'inchiostro di penna,
tendo con stima le mani ed il cuor,
questo mio umile pensier è il mio dono d'amicizia per te.
d'altri tempi.
A te per la tua presenza
silenziosa e costante.
La vita ti è stata ostile
ma la tua intelligenza
sovrasta le difficoltà e la solitudine.
La tua calma
distingue il tuo carattere.
Sei ammirevole
per la tua grande passione letteraria.
Il mondo della poesia
è la tua vita.
A te Rocco dedico queste righe
per ringraziarti delle tante emozioni che mi trasmetti.
BUON COMPLEANNO ROCCO.
dei versi maledetti
ma dolce è perfino la dannazione
che cerca l'innocenza
fiorire nei versi
Il cuore che disperato
antico o sconosciuto
che importa?
"Poiché l'alba si accende"
di meravigliosa ingenuità
alla bellezza della tua arte










