Fasci rossastri sulle brine del mare,

di pini il riflesso su picchi roventi,

l'aleggiare d'autunni al caldo scurare

e muore il funesto battere dei venti.

 

Il sole si tuffa con colori ruggenti,

vi è l'urlo dei raggi ed un quieto cantare,

al tramonto l'oscuro zittire di genti;

si riposano le acque che han fatto schizzare

 

sulle punte dorate, là morte, del mare.

I piedi dei bimbi su sabbie non più ardenti

lasciano i castelli per le loro signore:

il bagnino la smette con i suoi lamenti.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 16-08-2014 13:01
5 stelle per il contenuto e per le rime, non è facile, davvero. la tua poesia mi ricorda un detto che circola da queste parti, cioè: FARADDI LI CANDARERI A FORA LI BRAJERI. detto sassarese che significa: discesi i candelieri togliete i bracieri. i candelieri sono una festa di ringraziamento del 14 agosto, e il detto dice che subito dopo comincia a far freddo.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 19-08-2014 20:12
Cartolina di una giornata di mare che al calar del sole tutto diventa silenzio, tutto si calma, bella.

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