Fasci rossastri sulle brine del mare,
di pini il riflesso su picchi roventi,
l'aleggiare d'autunni al caldo scurare
e muore il funesto battere dei venti.
Il sole si tuffa con colori ruggenti,
vi è l'urlo dei raggi ed un quieto cantare,
al tramonto l'oscuro zittire di genti;
si riposano le acque che han fatto schizzare
sulle punte dorate, là morte, del mare.
I piedi dei bimbi su sabbie non più ardenti
lasciano i castelli per le loro signore:
il bagnino la smette con i suoi lamenti.

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